/ Viabilità

Che tempo fa

Cerca nel web

Viabilità | martedì 18 settembre 2018, 18:45

Sulla viabilità di Verzuolo post riconversione della Burgo interviene il Comune: “È una questione che si trascina dai primi anni Duemila”

I cittadini, attraverso una petizione, avevano esposto preoccupazioni per la salute pubblica. L’assessore regionale Balocco​ aveva annunciato la convocazione di un tavolo per “per individuare soluzioni che consentano di mantenere i volumi di carico il più possibile su rotaia”. Sulla questione ora interviene l’Amministrazione comunale

Lo stabilimento Burgo

Lo stabilimento Burgo

Dopo la diffusione della notizia della riconversione della linea continua nona della “Cartiera Burgo” di Verzuolo, e con l’annunciato aumento di Tir transitanti in paese, alcuni cittadini verzuolesi avevano raccolto alcune firme per esprimere alle Istituzioni quelle che sono le preoccupazioni percepite dalla popolazione.

Se, da un lato, tutti hanno salutato con soddisfazione il rilancio produttivo della linea nona, qualche perplessità l’avevano invece creata i dati circa il passaggio di mezzi pesanti in paese: dagli attuali 60 a circa 200 camion al giorno.

“Attualmente le strade di accesso percorribili sono quelle che riguardano per la maggiore la frazione di Falicetto, toccata dalla provinciale Saluzzo-Villafalletto e da quella che l’attraversa passando dalla rotonda della frazione fino allo stabilimento Burgo. – avevano scritto i cittadini, rivolgendosi all'assessore regionale ai trasporti Francesco Balocco, al sindaco di Verzuolo Gian Carlo Panero e al presidente della Provincia Federico Borgna - Un tale traffico che si aggiungerà a quello molto intenso già esistente, specialmente nei sei mesi di raccolta frutta, comporterà di certo un innalzamento del valore delle polveri sottili (PM10), del CO2, dei prodotti incombusti dei motori nonché l'innalzamento della soglia rumore e comunque coinvolgerà in maniera pesante la sicurezza.

Ecco il perché delle nostre preoccupazioni, per cui ben consci che ‘Prevenire è meglio che curare’ chiediamo in primis ai politici del territorio, parlamentari, regionali, provinciali e comunali che sappiano comprendere le necessità dei cittadini che con il loro voto li hanno scelti e dato fiducia a rappresentarli.

Chiediamo ai tecnici che ricoprendo le cariche in Regione, Provincia e Comune sappiano fare le scelte appropriate e funzionali per il rispetto ambientale, sanitario e della sicurezza, per le quali la preparazione e la professionalità acquisita li ha posti ai vertici della gestione del territorio.

Infine ci rivolgiamo agli Amministratori operanti nell’area vasta, perché sappiano comprendere le vere necessità prioritarie e di conseguenza fornire i fondi necessari per realizzare le opere nei tempi richiesti dalla situazione sociale, lavorativa, ambientale, di viabilità e di sicurezza che sta rapidamente avanzando”.

Da un lato, l’assessore regionale Balocco, attraverso una dichiarazione “postata” sui suoi canali social, aveva annunciato la convocazione ci un tavolo con l’azienda, la RFI ed “alcuni operatori ed esperti di logistica intermodale”, “al fine di capire quali azioni possano essere messe in campo per agevolare l’utilizzo della ferrovia anche nel mutato scenario produttivo” e “per individuare soluzioni che consentano di mantenere i volumi di carico, sia in entrata che in uscita (verso i mercati di sbocco), il più possibile su rotaia”.

La Regione, aveva ancora sottolineato Balocco, “coordinerà la sottoscrizione di un protocollo di intesa con la Burgo, RFI, La provincia e il Comune di Verzuolo per tradurre in impegni concreti le tappe per la realizzazione degli interventi necessari, in termini di infrastrutture e di modelli trasportistici. La Burgo con i suoi 360 lavoratori rappresenta una realtà produttiva di primaria importanza per la provincia di Cuneo e per l’intera Regione”.

Oggi, invece, sulla questione interviene direttamente l’Amministrazione comunale, che “apprezza e concorda sul giudizio dei firmatari della lettera”.

“Per l’Amministrazione comunale – dichiara il sindaco Gian Carlo Panero – la riconversione della ‘Nona’ è il primo importante passo per la rinascita di tutto lo stabilimento Burgo, con la difesa e successivamente l’incremento dell’occupazione. L’impegno degli Amministratori e di tutti i rappresentanti politici è di rendere compatibili gli investimenti con l’ambiente e con il territorio, la salute con il lavoro.

Per quanto riguarda il miglioramento ambientale, vale a dire le emissioni liquide, aeree e di rumore, oltre alle dichiarazioni dell’Azienda, ricordiamo che abbiamo una seria e qualificata attività di controllo da parte dell’Arpa e dei tecnici della Provincia. L’Amministrazione coglie l’occasione per richiamare una particolare attenzione a tutto l’ambiente di tutti i settori presenti sul territorio comunale.

Sul rifornimento delle materie prime alla Burgo e ad un’iniziale ipotesi di utilizzo di 200 automezzi al giorno si è passati, in un secondo incontro, all’ipotesi di trasporto su rotaia. Ci permettiamo ricordare che le questioni di viabilità e sicurezza sono ben presenti a questa Amministrazione.

Ci riferiamo a quanto realizzato a Falicetto e cioè alla sistemazione di via Saluzzo, all’illuminazione pubblica, al sistema di telecamere, agli autovelox ed al progetto del sottopasso di prossima realizzazione.

Sappiamo inoltre che la questione viabilità, in particolare a Falicetto, si trascina da tempo, cioè dall’avvio della Continua nona, dei primi anni Duemila.

L’ipotesi ferrovia ha implicanze di carattere più generale per il Nord Italia e comunque per la nostra zona richiede la concretizzazione della piattaforma logistica a Saluzzo e la regolamentazione dei passaggi a livello.

Sia la viabilità che la ferrovia devono essere viste nella dimensione ‘più larga’ e più territoriale, cioè tutte le impresi presenti sul territorio e tutti i comuni interessati, e chiamano in causa la Regione ed, in particolare, il Governo centrale per le risorse necessarie.

Solo a progetto Burgo meglio definito e nella logica di sostegno compatibile alle imprese ed al lavoro, confermiamo che calendarizzeremo gli incontri in tutte le zone e formuleremo la richiesta al signor sindaco di Saluzzo per convocare la ‘Consulta dei Sindaci’, perché ad oggi sarebbe prematura qualsiasi iniziativa in tal senso.

Ringraziamo i firmatari della lettera per la gratitudine espressa nei confronti di tutte le parti impegnate nella vicenda”.

Nicolò Bertola

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore