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Attualità | 20 settembre 2018, 16:21

Attacco hacker per estorsione: come difendersi dal phishing

La Polizia Postale ha scoperto di recente un attacco in rete a scopo estorsivo. Ecco come difendersi in 7 mosse

Attacco hacker per estorsione: come difendersi dal phishing

"Il tuo account è stato hackerato". Da settimane gira una mail che avvisa gli utenti di essere stati hackerati e che minaccia di pubblicare e inviare ai contatti materiale compromettente se non si paga. Tramite bitcoin. Si tratta di una truffa da cui ci si può salvare facilmente, anche perché è tutto falso. La Polizia Postale, infatti, invita a non preoccuparsi.

Ma per non incorrere in rischi e violazione del proprio account, ecco le regole suggerite da Ermes Cyber Security, startup del Politecnico di Torino, da tenere a mente per evitare di cedere i propri dati.

1. Verificare attentamente il mittente dell’email, andando a scoprire nei dettagli del messaggio ricevuto quale sia l’indirizzo email da cui proviene e se sia affidabile. Ma attenzione perché questo controllo non è infallibile. Hacker e malintenzionati riescono facilmente a mascherare il proprio indirizzo attraverso l’email spoofing, ovvero la pratica che consiste nell’impostare un indirizzo ufficiale come nome del mittente. Il lettore meno attento potrà quindi essere più facilmente tratto in inganno e tenderà a fidarsi della comunicazione ricevuta. Ermes Cyber Security suggerisce quindi di fare un passaggio in più e controllare le intestazioni (header) dell’e-mail ricevuta.

2. Non scaricare gli allegati di mail di cui non si è sicuri: anche semplici file come .pdf o .doc possono essere veicolo di malware o di altri file eseguibili (.exe o simili) che possono installare virus o backdoor sui dispositivi.

3. Attenzione all'URL. Nella maggior parte dei casi le email di phishing invitano a cliccare su un link malevolo che riporta ad un sito trappola, per far sì che il malcapitato utente rilasci dati e informazioni personali. Anche cliccando sul link malevolo può capitare di ritrovarsi in un sito in tutto e per tutto uguale all’originale: in questo caso bisogna fare molta attenzione all’URL, che apparirà senza dubbio simile ma che potrebbe presentare un’estensione di dominio diversa dal normale, qualche lettera di troppo nel nome, una connessione che viene mostrata come “non sicura” dal browser e in “http” invece che in “https”. Inoltre, in questi casi è sempre bene ricordare che un istituto bancario non scriverà via mail per chiedere di aggiornare i dati online cliccando su un link, così come le piattaforme online cui si è iscritti inviteranno piuttosto a raggiungere autonomamente tramite browser il sito stesso per fare il login. Per sciogliere ogni dubbio è sempre meglio rivolgersi all’assistenza clienti dell’ente che ci ha inviato il messaggio di posta.

4. Attenzione al social phishing. Non solo via mail: il phishing ha ormai invaso anche i social network, che sono una miniera di dati personali e di occasioni per gli hacker. Ogni giorno gli account degli utenti vengono violati a loro insaputa e diventano essi stessi veicolo di “infezione”. Quindi quando un amico invia link dubbi, catene o richieste di aiuto, magari scritte in un italiano vacillante, non bisogna assolutamente cliccare o diffondere ad ulteriori contatti. Meglio piuttosto fermarsi e chiedere un’informazione in più al contatto amico da cui si ricevono link o messaggi “strani”. A maggior ragione, non si devono accettare richieste di amicizia da parte di contatti sconosciuti o dal profilo dubbio.

5. Controllare come è scritto il testo dell’email ricevuta: se è in un italiano traballante e utilizza appellativi troppo generici (es.: gentile utente della Banca), potrebbe essere la traduzione meccanica di un testo che viene spedito a migliaia di utenti in tutto il mondo. Bisogna fare attenzione anche alla presenza di errori ortografici, grammaticali o di battitura: dietro questi testi potrebbero nascondersi degli hacker.

6. If you see something, say something: proprio come invita a fare la polizia americana, anche diversi provider di posta consentono di segnalare non solo le email di spam, ma proprio quelle di phishing. Segnalazioni di questo tipo sono fondamentali perché aiutano a mettere definitivamente in black list specifici indirizzi email o interi domini fraudolenti.

7. Difendersi a monte: soprattutto nel caso delle aziende è infine sempre più importante proteggersi a monte dagli attacchi informatici per evitare data breach. Per questo motivo, Ermes Cyber Security ha sviluppato Ermes Internet Shield, il sistema che - primo al mondo - è in grado di agire a monte del pericolo di furto dei dati: una soluzione totalmente automatica che non richiede alcun intervento umano ed è in grado di assicurare una protezione totale aggiornata in tempo reale a tutti i dispositivi aziendali, permettendo così agli utenti di navigare in totale libertà e sicurezza.

Redazione

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