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Attualità | 20 settembre 2018, 07:40

Sull’accoglienza dei braccianti, il sindaco di Saluzzo non le manda a dire: “Politici locali che sbraitano contro l’invasione assumono africani. Altri contestano il dormitorio ma ci mandano i dipendenti”

Mauro Calderoni prende parte alla discussione Facebook sul gruppo “Sei di Saluzzo se”. Le sue parole regalano alcune “chicche”, con interessanti particolari che a pieno titolo si inseriscono nel panorama dell’accoglienza di braccianti: “Ci sono influenti politici locali di FI e Lega che mentre mi attaccavano per la ‘fallimentare politica di accoglienza’ assumevano manodopera africana”

Il viale alberato al Foro Boario di Saluzzo - FOTO MAURO PIOVANO

Il viale alberato al Foro Boario di Saluzzo - FOTO MAURO PIOVANO

A cadenza periodica, torna d’attualità, a Saluzzo, il tema dell’accoglienza degli stagionali della frutta.

Una problematica che da nove anni attanaglia, nel periodo estivo, la città, sin da quando sulla sedia di primo cittadino sedeva Paolo Allemano, oggi ai banchi del Consiglio regionale.

Quest’anno, com’è ormai noto ai più, l’Amministrazione comunale del sindaco Mauro Calderoni ha optato per il progetto Pas, prima accoglienza stagionali, creando un dormitorio all’interno dell’ex caserma Filippi, dove nel giro di poco sono stati accolti 368 stagionali.

L’esaurimento dei posti letto all’interno del dormitorio ha portato, a cascata ad una serie di conseguenze. Di fronte all’ingresso del Pas, lungo il viale alberato del Foro Boario, centinaia di ragazzi si sono accampati, trascorrendo giorni e giorni all’addiaccio, salvo poi “trasferirsi” all’interno della proprietà privata della “Cogibit immobiliare”, in via Lattanzi.

Proprio sull’occupazione abusiva di via Lattanzi (per la quale la proprietà ha sporto regolare esposto, ma i tempi della Giustizia richiedono 90 giorni prima che i giudici si esprimano in merito), il gruppo Facebook “Sei di Saluzzo se….” ha ospitato nei giorni scorsi una fotografia dello stabile occupato, risalente proprio a questi ultimi giorni.

Ne è nata, come sempre accade in questi casi, una discussione che ha coinvolto diversi utenti della rete.

Tra i vari “post” e commenti – per dirla utilizzando il gergo Facebook – ad un tratto, spuntano anche quelli del sindaco Calderoni, che – va ammesso – raramente si sottrae al confronto, anche sulla piattaforma social.

Calderoni si è sentito, non a torto, tirato in causa da chi ha sostenuto pubblicamente come i proprietari dell’immobile in via Lattanzi fossero d’accordo con il Comune: “quando questa gente se ne andrà al posto del capannone, che verrà demolito, faranno delle villette”.

Parole pesanti, insomma, alle quali il sindaco ha risposto a stretto giro di posta.

“Sull’area in oggetto non c’è alcun mistero e nessun accordo sottobanco. Attenti alle parole. C’è una previsione del Piano regolatore generale comunale che è pubblico e adottato dal 2008 e vigente dal 2012”.

L’intervento, all’interno della discussione virtuale, del primo cittadino, però, ha riservato alcune “chicche”, con interessanti particolari che a pieno titolo si inseriscono nel panorama dell’accoglienza degli stagionali.

Dopo aver ribadito, ancora una volta, che “la situazione è certamente complessa” ma che “non si può dire che si svolga nell’indifferenza generale”, Calderoni ha ripercorso le ultimissime tappe della vicenda, riproponendo alcuni stralci della lettera inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al premier Conte, ai ministri Di Maio, Salvini e Centinaio ed alle organizzazioni sindacali.

Ne sono susseguite due analisi.

La prima: “La frutta l’abbiamo sempre raccolta grazie a manodopera aggiunta rispetto a quella residente: prima dalle valli, poi dal sud Italia, quindi nord Africa, est Europa ed ora Centrafrica. Inoltre i frutteti sono aumentati a dismisura rispetto al passato.

Se si potesse fare a meno di queste persone ci eviteremmo 5 mesi di lavoro sfiancante per cui in realtà non siamo competenti né attrezzati”.

Il sindaco non si è nascosto dietro ad un dito nel lanciare “una proposta (che è anche una provocazione: ndr) ancora più forte e definitiva degli sgomberi: un patto di non assunzione! Non ci servono o non ci piacciono gli stagionali africani? Non li assumiamo più! Comuni ed associazioni di categoria del mondo agricolo firmino un “patto di non assunzione” così di colpo risolviamo il problema delle nostre estati da 9 anni a questa parte”.

Su questo aspetto Calderoni non ha risparmiato mezzi termini, in risposta a chi sollevava dubbi sulla costituzionalità del “patto di non assunzione”: “Da anni do risposte ragionevoli alle proposte più assurde. Ho letto dal lanciafiamme contro le risorse in su. A questi non è mai stato detto nulla. Ora propongo di liberare Saluzzo da questa piaga una volta per tutte e ci mettiamo a fare i sofistici?

Tanto la legge non la rispetta nessuno. Vediamo l’esempio che vien dall’alto dei massimi vertici nazionali proprio in queste settimane.

Allora delle due l’una: se servono piantiamola di metterci le dita negli occhi. Se non servono rinunciamo subito ad assumerli”.

Ma l’aspetto ancora più “caldo” – politicamente parlando – giungerà con i commenti di Calderoni rivolti ad alcuni esponenti cittadini di Forza Italia e Lega Nord, senza pur mai citarli.

“Ci sono influenti politici locali di FI e Lega – scrive - che in questa estate mentre mi attaccavano per la ‘fallimentare politica di accoglienza’ assumevano manodopera africana. Non c’è bisogno che te i nomi li indichi io.

Oggi scopro che anche primarie aziende industriali del territorio i cui titolari sono molto schierati fanno lo stesso. Insomma ho l’impressione di essere un po’ preso per il c**o!

Quando scopro che politici saluzzesi che sbraitano contro l’invasione assumono africani o altri che contestano il Pas ci mandano a dormire i loro dipendenti, mi dico basta! Perché tutta Saluzzo chiede a me le risposte per una cosa che è nell’interesse di altri? Perché dobbiamo sdoganare un mare di cattiveria? Perché banalizzare una situazione estremamente complessa?

La maggior parte di queste persone viene qui per lavorare. Non tutti ma la maggior parte. Così come la maggior parte è accolto in azienda perché se su 10.000 addetti stagionali in agricoltura almeno 3.000 sono africani e ne abbiamo sotto i viali 600, vuol dire che moltissimo stanno già in cascina. Il problema è che non c’è obbligo. Altro problema sono le aziende piccole che non hanno spazio o risorse economiche. Infine c’è la questione dei contratti ultra brevi. Chi ospiterebbe una persona che lavora solo qualche giorno e poi va in altre aziende per altri brevi periodi?

Chi ha sbraitato contro il Pas ha dipendenti che dormono li. Chi ha sbraitato contro i neri ha assunto neri. Se non cambiano le regole di ingaggio. Se non si riducono i frutteti. Se non si trovano altri flussi di manodopera. Se, se, se... Ne parleremo ancora per tanti anni.

Per la festa patronale di San Chiaffredo ho lavorato 15 giorni a trovare posti letto nelle accoglienze e nelle aziende più due tende al Pas per liberare il viale del Foro Boario. Ci sono riuscito perché erano solo 30 persone. Sennò non ci riuscivo.

Però insisto: non sono io che chiamo o vogliono ho bisogno di questa gente. Perché pensate che dipenda dal comune? Davvero, andiamo a fondo. Capiamo i veri motivi e le possibili soluzioni.

Gli africani non li ho voluti io a Saluzzo e nemmeno i buonisti. Li ha voluti chi urla contro di loro e contro il Pas”.

I rimandi, per chi conosce un briciolo la materia, si traducono senza neanche troppa fatica in nomi e cognomi, che non saremo di certo noi a fare.

Nei confronti di chi chiede al sindaco di “fare accordi con i Comuni limitrofi”, dal momento che “solo il 30% degli stagionali lavora nel Comune di Saluzzo” Calderoni sarà lapidario: “Tranne Lagnasco, Verzuolo, Costigliole e Castellar, gli altri se ne fregano”.

 

 

 

 

 

Nicolò Bertola

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