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Ambiente e Natura | 20 settembre 2018, 18:00

Ultimi giorni per la stagione di pesca nella Granda, che si chiude domenica 7 ottobre

La stagione, gestita a livello locale dalla Provincia, era iniziata domenica 25 febbraio, ad eccezione dei laghi e bacini montani al di sopra dei mille metri dove l’apertura della pesca è partita la prima domenica di giugno

Immagine di repertorio

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Apre la stagione di caccia e chiude quella dedicata alla pesca nei fiumi e torrenti della Granda.

L’ultimo giorno per i 10 mila appassionati sarà domenica 7 ottobre. La stagione, gestita a livello locale dalla Provincia, era iniziata domenica 25 febbraio, ad eccezione dei laghi e bacini montani al di sopra dei mille metri dove l’apertura della pesca è partita la prima domenica di giugno.

Principale novità è stata l’istituzione di tre nuove zone di pesca “no-kill” dove la pesca viene effettuata esclusivamente con il metodo “a mosca” e prevede il rilascio immediato del pesce catturato.

La prima, in acque libere, lungo il torrente Maira nei comuni di Prazzo, Marmora e Stroppo dal ponte della statale 22 presso la pista di fondo, a monte dell’abitato di Ponte Marmora sino a 100 metri a valle della confluenza del Rio di Elva nel Maira stesso.

Le altre due zone sono in acque soggette a diritti demaniali direttamente gestiti dalla Provincia, dedicate prevalentemente alla pesca alla carpa, lungo il fiume Tanaro a Niella Tanaro ed a Narzole.

Qui si è potuto praticare il carpfishing, una specifica tecnica di pesca sportiva per la cattura della carpa e di altri grossi ciprinidi che utilizza una tecnica di innesco (hair-rig) che lascia completamente libero l’amo, senza procurare particolari danni e dolori alla carpa. Anche nel carpfishing il pesce catturato viene rilasciato subito.

L’elenco dei divieti di pesca vigenti sul territorio provinciale resta valido sino al 23 febbraio 2019 è stato ulteriormente integrato con l’istituzione, nel comune di Garessio, di sette divieti di pesca su altrettanti affluenti del fiume Tanaro, dopo i danni alla fauna ittica causati dall’alluvione del novembre 2016.

Nulla è cambiato invece per quanto riguarda le tasse poiché il costo della licenza di pesca, tassa e soprattassa, non ha subito aumenti e così dovrebbe essere anche per il 2019.

Invariate anche le quote di accesso ai diritti demaniali di pesca direttamente gestiti dalla Provincia. Resta vietata la pesca a specie come lampreda padana, storione comune e cobite, cobite mascherato e gambero di fiume autoctono.

Il divieto di pesca al temolo è confermato, in tutta la Granda, fino al 31 dicembre.

Altre informazioni sulla classificazione delle acque provinciali, le zone di ripopolamento ittico, gli attrezzi di pesca consentiti, i bacini di pesca privati e i laghetti di pesca sportiva sono sempre disponibili sul sito internet della Provincia di Cuneo (www.provincia.cuneo.it/tutela-flora-fauna-caccia-pesca/pesca) oppure contattando il Settore Tutela Flora e Fauna della Provincia, corso Nizza 21 a Cuneo (telefono 0171-445365/445302).

c.s.

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