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Politica | 21 settembre 2018, 12:53

Il centrodestra atteso alla sfida delle elezioni amministrative locali

L’intesa raggiunta ieri a Palazzo Grazioli tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia ripropone una questione irrisolta da 25 anni: disporre di una classe dirigente autorevole per battere il centrosinistra che oggi governa quasi tutte le maggiori città del Cuneese

Il centrodestra atteso alla sfida delle elezioni amministrative locali

L’intesa raggiunta ieri tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia di andare uniti alle prossime elezioni amministrative, rilancia la stagione (mai tramontata) dei governo cosiddetti a “geometrie variabili”.

La Lega non molla (per ora) i 5 Stelle, con cui ha stipulato un “contratto” per il governo nazionale, ma sulle amministrazione locali farà asse con i due partiti con cui aveva concordato candidature e programmi alle politiche del 4 marzo.

Lo schema di gioco ripropone quello andato in onda ai tempi del craxismo, quando i socialisti governavano a Roma con la Dc, ma nelle regioni partecipavano alle “giunte rosse” insieme al Pci.

Nel Cuneese le geometrie variabili, ammesso che riescano a realizzarsi con gli auspicati innesti civici, potrebbero stravolgere l’attuale quadro amministrativo, che vede le maggiori città, Cuneo, Alba, Bra, Savigliano, Fossano e Saluzzo amministrate da anni dal centrosinistra.

Mondovì rappresenta, come noto, un caso a sé. Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, se si esclude qualche sporadica eccezione, non sono mai riusciti a spuntarla nelle competizioni elettorali locali fondamentalmente per due ragioni.

La prima perché nelle sfide comunali manca l’effetto traino della politica nazionale.

La seconda per la mancanza di una classe dirigente locale autorevole, che, dal ’94 ad oggi, Lega, Casa delle Libertà, Pdl e tutte le sigle sommatesi nel corso degli anni, non sono mai riuscite a creare.

Quest’ultimo problema si ripropone ed è lo stesso con cui deve misurarsi il Movimento 5 Stelle, che già ha toccato con mano quanto diverso sia il verdetto delle urne a seconda che si tratti di elezioni nazionali o locali. Certo è che un’alleanza organica di centrodestra, in una provincia dove oggi la Lega la fa da padrona, potrebbe stravolgere lo scenario del potere locale.

Resta da capire se un’impresa che non è stata possibile realizzare in quasi 25 anni la si potrà concretizzare negli otto mesi che mancano al voto amministrativo.

La Lega, coi sondaggi che la indicano oltre il 30 per cento, alzerà il prezzo, ma dovrà recuperare il gap di non essere riuscita a formare quadri locali, a diversità di quanto successo, ad esempio, nel Nord Est.

Un nodo che già aveva evidenziato il segretario regionale Riccardo Molinari all’indomani del voto amministrativo dello scorso anno quando la Lega, né a Cuneo né a Mondovì, era riuscita ad ottenere i risultati che lo stato maggiore di via Bellerio si attendeva dalla Granda.

Giampaolo Testa

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