/ Cronaca

Cronaca | 08 ottobre 2018, 09:55

Verzuolo, è mancato Angelo Boero, il partigiano Edelweiss

Esponente cattolico della Resistenza, fu uno dei due scampati all’eccidio di Valmala nella primavera del ’45. Sindaco di Verzuolo dal 1965 al 1970, fu tra i fondatori del centro di formazione professionale. Nel 2015 la città di Saluzzo gli aveva conferito la cittadinanza onoraria. I funerali martedì 9 ottobre alle 15 a Verzuolo

Verzuolo, è mancato Angelo Boero, il partigiano Edelweiss

E’ mancato questa notte a Verzuolo, Angelo Boero, classe 1922, ex sindaco di Verzuolo, grande appassionato di montagna per oltre 30 anni responsabile del Soccorso Alpino, partigiano cattolico durante la lotta di liberazione in valle Varaita col nome di "Edelweiss".

Era uno dei due soli sopravvissuti all’eccidio di Valmala del 6 marzo 1945 nel corso del quale vennero trucidati 9 partigiani.

Fu apprezzato sindaco di Verzuolo  dal '65 al ’70, eletto nella lista della Democrazia Cristiana.

Nel luglio del 2015 la città di Saluzzo volle conferirgli la cittadinanza onoraria con questa motivazione: “Un simbolo di quelle persone che negli anni bui dell’Italia hanno ridato dignità e maestà al nostro Paese, formando la base dei nostri valori civili e il nostro tessuto connettivo”.

In quella circostanza, il presidente della Regione Sergio Chiamparino aveva portato ad esempio la semplicità, la signorilità e la profondità di pensiero di Angelo  Boero: "Una  persona di valori personali forti. Quello che oggi è in crisi nella nostra società e che fa vivere con profondità e convinzione".

Boero era anche stato, nel primo dopoguerra, insieme a don Biagio Giraudo, tra i fondatori della scuola professionale di Verzuolo.

Chiamparino, nel concludere la sua prolusione in Consiglio comunale, aveva voluto salutare l’amico alpinista con un augurio: “Continua a salire in vetta, noi ti seguiremo fino a arrivare in cima per darti la mano forte e dirti grazie Angelo”.

Ora Boero se n’è andato, lasciando di sé la testimonianza di una vita vissuta in coerenza ai principi in cui aveva creduto, perseguendo quel “bene comune” cui era stato educato fin da giovanissimo nell’Azione Cattolica.

Era definito “partigiano obiettore” perché aveva imbracciato le armi, che aborriva, solo per difendere la libertà e ridare dignità al Paese devastato dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista.

Il Rosario verrà recitato questa sera alle ore 20,30 nella parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo e i funerali si svolgeranno domani, martedì 9 ottobre, alle ore 15 sempre nella medesima parrocchia. 

Giampaolo Testa

Ti potrebbero interessare anche:

Загрузка...
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium