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Sanità | 08 ottobre 2018, 12:15

"La chirurgia toracica del Santa Croce è un'eccellenza in Italia e in Europa": lo dicono i numeri e la qualità degli interventi

Dal 5° al 2° posto in Piemonte, dopo le Molinette. Tra le prime strutture al mondo ad usare la Tac intraoperatoria. Il primario Giulio Melloni: "I cuneesi devono saperlo, perché spesso vanno in altri centri, ma negli ultimi due anni e mezzo abbiamo fatto passi importantissimi"

Il dottor Giulio Melloni, direttore della Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo

Il dottor Giulio Melloni, direttore della Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo

Il dottor Giulio Melloni, dopo 30 anni al San Raffaele di Milano, dal febbraio 2016 è direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo.

Due anni e mezzo importanti, che hanno portato il reparto a passare dal 5° al 2° posto in Piemonte, dopo l'ospedale Le Molinette di Torino, per numero di interventi chirurgici sui pazienti affetti da tumori al polmone.

A raccontare questa accelerazione, comprensiva di un'inversione di trend anche nelle liste di attesa, passate da circa due mesi a 15-20 giorni - "un tempo entro il quale aumentano notevolmente le speranze di successo", come ha spiegato Melloni - è stato lo stesso chirurgo. "Voglio portare a conoscenza della popolazione della provincia di Cuneo che al Santa Croce possono trovare una struttura eccellente" - ha evidenziato.

BILANCIO

In questi primi due anni e mezzo è assolutamente positivo: "E' aumentato il numero di interventi e soprattutto la qualità degli stessi. Sto lavorando in una struttura moderna, con persone che mi hanno messo nelle condizioni di arrivare a questo risultato, in linea con i migliori ospedali italiani ed europei". 

Fiore all'occhiello di questra struttura è la chirurgia toracica mini-invasiva. "Sono stati 170 gli interventi di questo tipo, su un totale di 410, solo nel 2017. Nel 2015 erano stati 215, mentre le loboctomie solo 24. I numeri sono cresciuti in modo sorprendente ed è giusto che i cuneesi lo sappiano. La chirurgia toracica mini-invasiva consente di intervenire senza tagli importanti al torace e senza divaricare le coste. Il taglio è di circa 1 centimetro e il paziente soffre molto meno, con tempi di degenza e recupero decisamente più rapidi. Si tratta di tecniche in videotoracoscopia o Vats (Video-assistedthoracoscopicsurgery). E' una tecnica molto complessa, gli interventi vanno dall'ora e mezza alle 4 ore", spiega il chirurgo. 

E aggiunge: "Questo risultato deriva anche dall'utilizzo della sala ibrida, normalmente destinata agli interventi di chirurgia cardiovascolare. La TAC intraoperatoria ci consente di localizzare perfettamente anche noduli polmonari di piccolissime dimensioni, di rimuoverli con tagli minimi e di verificarne l'asportazione".

Da quando Melloni ha preso la direzione del reparto sono state introdotte anche delle procedure che prima non venivano attuate, costringendo i pazienti della provincia a rivolgersi ad altri nosocomi, come Milano e Torino. In particolare l'introduzione di protesi tracheobronchaili e la broncoscopia con agoaspirato transbronchiale ecoguidato (endobronchial ultrasound-guided transbronchial needle aspiration, EBUS-TBNA).

"Voglio sottolineare, per questo tipo di intervento, la totale collaborazione con il reparto di Pneumologia", ha detto ancora Melloni. Sempre con la Pneumologia inizierà anche il trattamenti dell'enfisema polmonare. 

OBIETTIVI FUTURI

"Il mio staff è giovane e ha voglia di continuare a crescere. Stiamo lavorando su un percorso che consentirà sempre più di migliorare la qualità di vita del paziente operato e di far sì che torni ad una vita normale in tempi sempre più brevi".

E' la chirurgia Fast Track, un pacchetto di tecniche che hanno lo scopo di diminuire le disfunzioni e complicanze chirurgiche, migliorando le procedure perioperatorie. Il paziente, prima di sottoporsi ad intervento, viene allenato, facendo dei veri e propri esercizi per arrivare al meglio all'intervento. 

Non solo, il 45% dei pazienti dopo 4 ore dall'operazione inizia a fare un percorso di fisioterapia.

"Il segreto di questi successi e la voglia di fare sempre meglio è uno solo: il lavoro di gruppo e il lavoro in rete con gli altri ospedali del territorio. La provincia di Cuneo deve sapere tutto questo", la conclusione del dottor Giulio Melloni, che ha chiesto di raccontare questa eccellenza, di cui i numeri sono il segno più tangibile.

 

Barbara Simonelli

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