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Politica | 10 ottobre 2018, 13:53

Valmaggia interviene sul "caso" CRC: "Intrecci di interessi che esigono chiarimenti sulla 'governance' della nostra Fondazione"

Dura lettera dell'assessore regionale alla Montagna ed ex sindaco cuneese: "Il crollo del ponte Morandi a Genova ha svelato intrecci di interessi che, quand’anche non configurassero conflitti giuridicamente perseguibili, sollevano pesanti interrogativi di natura etica e di opportunità"

Alberto Valmaggia

Alberto Valmaggia

Nel dibattito che si è aperto in seguito alle dimissioni di Antonio Degiacomi dal Consiglio generale della Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo, interviene Alberto Valmaggia, ex sindaco cuneese ed attuale assessore regionale alla Montagna nella giunta Chiamparino.

Valmaggia non usa mezzi termini nel definire la condotta della presidenza Crc di Giandomenico Genta.

Ma andiamo con ordine. La missiva inoltrata alla stampa dall'assessore regionale si apre con alcune considerazioni sulle dimissioni di Degiacomi: "La notizia non può lasciare indifferenti quanti hanno a cuore la vita e il futuro della nostra comunità provinciale".

Per poi focalizzarsi sulle motivazioni che hanno spinto Degiacomi a lasciare il Consiglio generale della Crc: "devono far riflettere i responsabili politici ed i cittadini cuneesi sul grande potere che deriva dalla gestione delle risorse della Fondazione".

Ed è qui che arriva l'affondo alla presidenza Genta.

"C'è un rischio connesso ad una conduzione poco trasparente, senza un adeguato esercizio collegiale e con uno scarso coinvolgimento del territorio. - scrive Valmaggia - L'emersione del caso Atlantia/Fondazione Crc, in occasione del crollo del ponte Morandi a Genova, ha svelato intrecci di interessi che, quand’anche non configurassero conflitti giuridicamente perseguibili, sollevano pesanti interrogativi di natura etica e di opportunità, aggravati da cumuli di incarichi e di compensi che esigono chiarimenti sulla 'governance' della nostra Fondazione.

Sono chiamati a dare questi chiarimenti, insieme al Presidente e al Consiglio di Amministrazione della Fondazione, anche i membri del Consiglio Generale e dell'Organo di vigilanza stimolati  dalle motivazioni non banali delle dimissioni di Degiacomi. 

La nostra comunità provinciale ha il diritto e insieme il dovere di essere informata sulla gestione del patrimonio e sugli incarichi che ne derivano, unitamente ad un coinvolgimento maggiore delle scelte erogative.

Ne va del nostro futuro e di quello delle generazioni che verranno e per le quali il patrimonio prezioso, non solo di risorse finanziarie, della Fondazione va salvaguardato e sviluppato”.

Ni.Ber.

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