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Solidarietà | mercoledì 10 ottobre 2018, 18:45

A Cuneo iniziative per i 25 anni di Emmaus: il commercio delle armi il tema del prossimo incontro

Appuntamento venerdì 12 ottobre presso il CDT in corso Barale 11 a Cuneo

A Cuneo iniziative per i 25 anni di Emmaus: il commercio delle armi il tema del prossimo incontro

Continuano a Cuneo gli eventi e le iniziative per i 25 anni di Emmaus. L’iniziativa A casa loro! continua con la mostra Minerali clandestini, il presidio e gli incontri sulle cause di miseria, sofferenza e migrazioni.

Riguardo alla mostra, inaugurata domenica 30 settembre e visitabile fino a giovedì 11 ottobre (info e prenotazioni al 349 1934153 e alla mail didattica@istitutoresistenzacuneo.it), si è registrata una notevole affluenza di pubblico: si tratta di un evento-simbolo che intende far capire come i nostri consumi, il nostro stile di vita, il nostro modello di sviluppo (insieme alla speculazione finanziaria, all’ingiusto debito, alla corruzione e al commercio delle armi) siano tra le cause principali della morte e della sofferenza di milioni di persone in Africa e nel Sud del mondo e siano alla base delle migrazioni verso i Paesi del ricco Occidente.

Scuole, associazioni e comuni cittadini hanno avuto, e avranno ancora, la possibilità di scoprire concretamente, di informarsi e di interagire – tramite gli incontri e presso la tenda itinerante (nei prossimi giorni presente nello slargo tra corso Dante e corso Nizza) – circa quello che dovrebbe essere il nostro comportamento, al di là di facili slogan o di inutili semplificazioni, utile ad accendere davvero una concreta speranza di futuro per chi è costretto a vivere in condizioni di miseria e di sofferenza e, per questo, a fuggire dal proprio Paese.

Non si tratta perciò di beneficenza o di comportamenti buonisti ma, al contrario, di un tentativo di attuare una reale giustizia con atti capaci di cambiare in maniera radicale i rapporti tra Nord e Sud del pianeta.  

L’incontro che si è svolto mercoledì 3 ottobre sulle leggi razziali in Italia, così come quello di lunedì 8 sullo sfruttamento delle risorse dell’Africa (insieme al momento conviviale di sabato 6 al quartiere Donatello), sono parte integrante di questo percorso di riflessione e di invito all’azione, che proseguirà con la mostra, la tenda e l’incontro finale che si terrà venerdì 12 presso il CDT in corso Barale 11 a Cuneo.

Tema di quest’ultimo evento sarà il commercio delle armi, causa prima di speculazioni, di corruzione, di sostegno a regimi antidemocratici e dittatoriali e delle numerose situazioni di conflitto che generano distruzione, morte e milioni di profughi in cerca di una via di scampo anche in Italia, che è uno dei principali esportatori di armi.

Di tutto ciò parlerà Giorgio Beretta, sociologo, membro della Rete italiana per il disarmo (Rid) e uno dei principali conoscitori del commercio delle armi a livello nazionale e internazionale, promotore ed esperto della campagna Banche armate attiva da molti anni il cui scopo è il contrasto a questo commercio per mezzo delle banche.

Insieme a lui due volontari dell’operazione Colomba presenti come operatori di pace in zone di conflitto, che parleranno della loro esperienza diretta.  

Le oltre 30 realtà laiche e religiose che hanno promosso l’iniziativa intendono anche portare l’attenzione su alcuni provvedimenti che a livello nazionale e/o locale rischiano di aggravare ulteriormente la situazione di centinaia di migliaia di persone che già versano in condizioni di disagio e di miseria. In particolare, queste realtà associative esprimono una forte critica verso il cosiddetto decreto sicurezza che, come al solito, oltre a non affrontare nel merito i problemi, limita i diritti delle persone, colpisce le buone pratiche di accoglienza, di integrazione e di legalità e, in maniera diretta, colpisce i poveri e non le cause della loro povertà.

Queste stesse realtà esprimono inoltre solidarietà per il sindaco di Riace, Domenico Lucano, ed estrema preoccupazione per la crescente criminalizzazione della solidarietà, della lotta per i diritti dei più deboli e del sostegno di chi è oggi impegnato nel Mediterraneo a salvare vite umane; pieno sostegno quindi alla nave Aquarius che, pur tra mille difficoltà, sta continuando la sua missione umanitaria, ed enorme soddisfazione per il varo della nave Mediterranea, partita da Augusta il 5 ottobre scorso: simbolo di un’Italia che non intende arrendersi alla deriva egoistica e reazionaria imperante e che vuole rimanere umana e solidale.

Infine, un appello alle istituzioni e ai cittadini affinché non si perda tempo e si mettano in campo, fin da ora, tutte le risorse utili a dare accoglienza urgente a chi sta già adesso per strada; il freddo è già arrivato, le associazioni stanno facendo la loro parte ma questo certo non basta.    

cs

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