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Attualità | sabato 13 ottobre 2018, 19:38

Mondovì, presidi in piazza per l'alberghiero: anche il vescovo si schiera a favore della scuola (FOTO e VIDEO)

Nella mattinata odierna 22 dirigenti scolastici si sono radunati di fronte alla storica sede del "Giolitti" per manifestare solidarietà. A loro si è unito anche monsignor Miragoli mediante una missiva: "Ci vorrebbe più coraggio da parte di tutti"

Mondovì, presidi in piazza per l'alberghiero: anche il vescovo si schiera a favore della scuola (FOTO e VIDEO)

"Eventi come la frana che ha interessato la scuola di Mondovì possono succedere a chiunque di noi. Per questo chiediamo un impegno reale di tutte le istituzioni, perché si trovi presto una soluzione all'enorme disagio in cui l'istituto alberghiero è costretto a lavorare": queste sono le parole che hanno accompagnato l'iniziativa di 22 presidi della provincia di Cuneo, scesi in piazza nella mattinata di oggi, sabato 13 ottobre, per manifestare solidarietà alla loro collega Donatella Garello, dirigente scolastico del "Giolitti", che insieme ai suoi collaboratori, al corpo docenti e agli alunni si ritrova senza una sede fissa dallo scorso 29 dicembre, giorno dell'evento franoso che ha lambito e divelto una parte dell'edificio.

IL DOCUMENTO - Così, cinque presidi della Granda (Mariella Rulfi del liceo "De Amicis" di Cuneo, Enrica Vincenti dell'alberghiero "Virginio Donadio" di Dronero, Ivan Re dell'ITIS "Mario Delpozzo" di Cuneo, Paolo Romeo dell'"ITC Bonelli" di Cuneo e Alessandro Parola del liceo "Peano - Pellico" di Cuneo) hanno redatto un documento di sostegno in favore della professoressa Garello, recante in calce oltre 40 firme di dirigenti scolastici della provincia. Questo il contenuto: "I sottoscritti dirigenti scolastici in servizio presso istituti dell'ambito territoriale di Cuneo esprimono vicinanza e solidarietà all'istituto d'istruzione superiore 'Giolitti-Bellisario-Paire' di Mondovì, nelle persone della dottoressa Donatella Garello, dirigente scolastica, del personale docente e non docente, degli studenti e delle famiglie dell'istituto professionale 'Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera', la cui sede è stata interessata da una frana lo scorso 29 dicembre 2017. Da allora la scuola ha dovuto gestire in situazione di assoluta emergenza lo svolgimento delle lezioni e la prosecuzione dell'attività didattica. Facciamo appello a tutte le istituzioni perché sia trovata nel più breve tempo possibile una soluzione adeguata, che non può prescindere dall'individuazione di una sede unica per l'istituto alberghiero. Ne hanno pieno diritto gli allievi iscritti e quanti hanno sinora lavorato per rendere il 'Giolitti' un'istituzione scolastica d'eccellenza. Venga dunque ridata presto una 'casa' a questa scuola, per consentirle di proseguire la sua azione formativa, a beneficio di questo territorio e di tutta la sua popolazione. Esprimiamo al contempo grande preoccupazione per le condizioni in cui versano gli edifici scolastici nei quali operiamo e riteniamo che il tema della sicurezza non possa essere affrontato lasciando i dirigenti scolastici soli e senza strumenti, come accade ora".

LA VICINANZA DEL VESCOVO - Non è tutto: a favore dell'alberghiero si è schierato anche il vescovo di Mondovì, monsignor Egidio Miragoli, il quale, mediante una missiva inviata alla preside, dichiara apertamente che "la questione tocca direttamente centinaia di studenti - e quindi di famiglie - oggi, e ancor più in futuro, e decine di docenti che con passione, ieri e oggi, hanno costruito la reputazione dell'istituto, facendone un'eccellenza e un vanto del nostro territorio", aggiungendo poi che "è sotto gli occhi di tutti l'abbandono che progressivamente ha interessato il rione di Piazza, gioiello della città e del territorio avvolto da un silenzio 'irreale' e da un progressivo, ulteriore degrado di palazzi e spazi pubblici". Il vescovo veste quindi per un attimo i panni degli allievi dell'alberghiero e asserisce: "Ricordo l'impressione che mi fece una delle mie prime visite, quando mi trovai tra i corridoi, le lapidi e i busti del liceo "Vasco-Beccaria-Govone": emanavano il fascino discreto e insieme autorevole della storia. Oggi, mi chiedo che cosa significherebbe per gli studenti di quel liceo abbandonare i loro ambienti ricchi di suggestioni secolari e affacciati sulla vallata, per ritrovarsi magari nelle aule impersonali di una nuova costruzione. Fatte le debite differenze, lo stesso credo varrebbe per gli studenti dell'alberghiero, se dovessero lasciare Piazza per finire, magari, in un più economico edificio all'Altipiano". Infine, un'esortazione: "Con questo voglio semplicemente dire che la battaglia che state combattendo ha una valenza ben superiore alla soluzione di un'infausta emergenza. Forse, ci vorrebbe più coraggio da parte di tutti per saper trasformare questa 'necessità' in un'opportunità. Anche l'ipotesi 'Cittadella' sarebbe davvero, per l'alberghiero, un progetto coraggioso, che aprirebbe, probabilmente, la strada a ulteriori valorizzazioni del patrimonio della città alta".

IL FUTURO - Al netto della "protesta", tuttavia, il futuro dell'alberghiero di Mondovì è ancora sovrastato da un enorme punto interrogativo. Ciò che è certo, è che dovrà essere abbattuta la struttura di tre piani adiacente alla torretta crollata lo scorso 29 dicembre, che fino all'anno scorso ospitava 230 alunni. Per quanto concerne la sede di piazza IV Novembre, invece, sono in corso di svolgimento i lavori di ripristino dell'impianto elettrico, che si concluderanno entro dicembre. Nel frattempo, gli studenti proseguono le loro attività curricolari con la formula ormai nota dell'"alberghiero diffuso", che poggia le sue basi su spostamenti continui in 11 plessi cittadini e su repentini cambi d'orario (25 solo fra gennaio e giugno). Va da sé che, quest'anno, vi sia stato un calo numerico fra i nuovi iscritti: con una situazione del genere, sentirsi parte di una scuola risulta complesso, con un riverbero non positivo. Invece, circa la possibilità di un trasferimento del "Giolitti" presso la costruenda scuola da 7 milioni di euro e 700 posti nel rione Altipiano, la preside Garello si dimostra scettica: "Non è la scuola per noi, visto che i laboratori e le cucine rimarranno a Piazza. Privilegeremmo indubbiamente la creazione di un campus nei locali abbandonati della Cittadella, affinché possa dare risposte anche all'indotto artigianale e turistico. Un trasloco al più vicino 'Baruffi'? Sarebbe pericoloso a livello stradale, in quanto vi è una strada stretta, percorsa a doppio senso dai veicoli, e il percorso pedonale tracciato attualmente non è così sicuro".

Alessandro Nidi

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