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Politica | 13 ottobre 2018, 11:26

L'Asti-Cuneo rimarrà autostrada, ma il nodo concessioni allontana il completamento

Il Tavolo Autonomie fa il punto dopo l’incontro romano di fine settembre. Chiamparino prima ironizza (“Almeno con voi il ministro ha parlato”), poi si appella ai parlamentari del territorio: “Ora pressing sul ministro”

Autorità, sindaci e imprenditori all'incontro andato in scena ieri nella sede dell'Aca di Alba

Autorità, sindaci e imprenditori all'incontro andato in scena ieri nella sede dell'Aca di Alba

Alla fine è toccato ad Alberto Cirio il compito di tirare le poco rassicuranti somme dell’incontro con cui ieri, presso la sede dell’Associazione Commercianti Albesi, sindaci e autorità riunite nel Tavolo delle Autonomie per il Territorio si sono aggiornate dopo l’incontro che il 27 settembre scorso ha finalmente portato una delegazione della Granda a confronto col ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli sull’eterno tema dell’Asti-Cuneo e di un suo completamento ancora più incerto dopo la tragedia del ponte Morandi e le bellicose intenzioni del governo gialloverde in tema di concessioni autostradali.

“Quello che in questa vicenda mi trova allibito - ha attaccato l’eurodeputato albese – è il fatto che stiamo parlando di un ministro come di un soggetto col quale occorre interfacciarsi in termini fideistici. Toninelli prenda le decisioni che crede, è nel suo diritto. Ma che noi stiamo qui a farne l’interpretazione autentica, a tentare di capire cosa possa aver voluto dire o possa voler fare, e soprattutto che a brancolare nel buio ci stiano i cittadini e le imprese di questo territorio, ecco questo rasenta la follia”.

Il disagio dell’eurodeputato albese ben esprimeva la difficoltà con cui, negli interventi precedenti, i partecipanti alla trasferta romana avevano tentato di decodificare l’esito del confronto.
Nella ricostruzione andata in scena di fronte a decine di sindaci, amministratori e imprenditori di Langhe e Roero, l’unica certezza riguarda infatti l’assicurazione dell’esponente pentastellato sulla propria intenzione di completare l’opera, e di farlo nella prevista forma di autostrada.

Un dato di per sé gradito. Peccato che appena oltre il quadro sia rimasto a dir poco nebuloso, come ben spiegato dal primo cittadino braidese Bruna Sibille: “Non ci è stato detto quando e nemmeno se verrà mantenuto il lavoro fatto dal precedente Governo con la proroga delle concessioni”: il famoso “cross financing”, soluzione che aveva pure trovato un non scontato via libera da parte dell’Unione Europea (“per una volta che l’Europa ne fa una buona”, ci scherzerà ancora Cirio), ma che il governo Conte ha di fatto bloccato a un passo dalla formalizzazione, esimendosi dal trasmettere al Cipe il relativo faldone per il necessario e definitivo imprimatur.

E mentre la deputata cuneese Chiara Gribaudo informava i presenti di come l’accordo con Gavio non giungerà al vaglio del consesso interministeriale nemmeno nella sua prossima assemblea, appena convocata (“ho verificato e non è all’ordine del giorno”), il senatore Marco Perosino riferiva di come il ministro, affrontato a Palazzo Madama, abbia confermato anche a lui l’intenzione di teminare l’autostrada, “al 110%”. Ma anche che, interpellato oltre, abbia escluso di voler dare corso alla proroga sulla scadenza della A4 Torino-Milano che il suo predecessore Delrio aveva acconsentito a Gavio come contraltare al finanziamento dei 300 milioni di euro necessari alla realizzazione del lotto II.6.

Se il presidente provinciale Federico Borgna metteva allora l’accento sui costi sopportati dal territorio per la mancata ultimazione dell'opera (“300mila euro al giorno, 100 milioni di euro l’anno”), e se l'assessore albese Luigi Garassino richiamava in campo il tema delle opere accessorie, il governatore Sergio Chiamparino guardava al lato positivo della vicenda: “Almeno voi con Toninelli siete riusciti a parlare, mentre io da lui aspetto una risposta ormai da 143 giorni”. Dopodiché, acquisito come almeno si sia escluso un declassamento della strada (“Ma questo mettiamolo a verbale”), chiamava alle armi i parlamentari del territorio: “Se la strada non è quella del cross financing bisogna dire quale sia quella alternativa. Invece mi pare che non ci sia chiarezza sui percorsi, e quindi nemmeno sui tempi. E ad oggi non mi risulta ci sia stato un incontro o l’avvio di una trattativa col concessionario. Sarà utile allora che i parlamentari del territorio si impegnino facendo una sorta di interpellanza a tempo, che si ripeta… ogni due-tre mesi si torni in aula a chiedere conto di quanto fatto. Se entro Natale vogliamo aprire l'ospedale di Verduno, le opere necessarie per collegare l’ospedale al sistema viario della zona sono fondamentali”.

Un appello condiviso dai presenti, insieme a quello che Perosino prima e Cirio poi rivolgeranno al consigliere regionale M5S Mauro Campo e per suo tramite alla deputata pentastellata Fabiana Dadone, assente all’incontro: “Prima del merito dovremmo trovare una forma di dialogo col governo che sia diretto, oltreché costante. Aiutateci a instaurare un metodo di comunicazione con questo esecutivo. Anche perché, in tempi in cui si parla tanto di autonomia, qualcuno dovrebbe tenere conto che il Piemonte paga a Roma 10 miliardi in tasse in più di quelli che riceve. E con quei soldi, di autostrade, ce ne faremmo una al mese”.

Ezio Massucco

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