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Attualità | lunedì 15 ottobre 2018, 18:20

Con HBO, "La terra buona" dell'albese Emanuele Caruso arriva in tv

Acquistati i diritti del secondo film del regista di "E fu sera e fu mattina", che nel 2019 approderà sul piccolo schermo in diversi Paesi europei

Il regista albese Emanuele Caruso sul set del film "La terra buona"

Il regista albese Emanuele Caruso sul set del film "La terra buona"

Dopo essere stato proiettato in 130 sale in tutta Italia, “La terra buona” si appresta a conquistare il pubblico televisivo europeo: grazie a TVCO, agente svizzero cui la casa di produzione albese “Obiettivo Cinema” ha affidato l'incarico di trovare partner per la distribuzione, HBO Europe ha acquistato i diritti per la trasmissione sul piccolo schermo del secondo film del giovane e talentuoso regista albese Emanuele Caruso.

“Un grande risultato che mi riempie di orgoglio e che, di sicuro, farà felici gli oltre 500 sottoscrittori che hanno finanziato la produzione con quote minime da 50 euro, in cambio di una percentuale sugli incassi del film, arrivando alla cifra record di oltre 80.000 euro raccolti in crowd-funding in azionariato popolare, facendo registrare il record italiano di raccolta fondi per un film per il cinema. Entro la fine dell'anno tutti gli azionisti verranno remunerati”, afferma Caruso. Il budget complessivo del film è stato di 195.000 euro, coperti anche grazie all'importante contributo di un partner privato come il Gruppo Egea, con un incasso che ha già superato i 300.000 euro, staccando oltre 55.000 biglietti nei cinema di tutta Italia.

Il film racconta tre vicende che si snodano intorno alla figura di padre Sergio, monaco benedettino che, in oltre 40 anni, ha costruito una grande biblioteca, raccogliendo oltre 80.000 volumi, rari e pregiati, nell’antica Canonica di Marmora, a 1.580 metri in Val Maira. Luogo che, nella finzione cinematografica, è trasposto in Val Grande. Oggi la biblioteca di padre Sergio, valutata circa 2 milioni di euro, è un patrimonio che rischia di andare perduto. Una storia vera dunque, che si intreccia con quella di Mastro, oncologo in fuga dall’Italia per le sue idee poco convenzionali, e quella di Gea (interpretata da Viola Sartoretto), ragazza malata che si aggrappa a un’ultima speranza di guarigione, sostenuta dal suo amico di sempre Martino (Lorenzo Pedrotti). Tra i principali temi del film, il profondo rispetto e la cura verso il territorio, la natura e l’ambiente. Come già nella prima opera del regista, “E fu sera e fu mattina”, ritornano temi forti quali lo stretto rapporto tra le illusioni e le speranze, il sottile confine tra la vita e la morte, la tensione verso la spiritualità e la religione.  

Pietro Ramunno

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