/ Attualità

Attualità | 15 ottobre 2018, 07:42

Il mal di testa cronico diventerà una malattia sociale

E’ iniziato l’iter legislativo per attuare il riconoscimento che chi soffre di cefalea, attende da tempo

Immagine di repertorio - Pixabay

Immagine di repertorio - Pixabay

Cefalea cronica, disturbo diffuso e spesso invalidante, potrebbe presto essere riconosciuta come una malattia sociale.

E’ infatti iniziato l’iter legislativo in Commissione Affari sociali della Camera. La deputata della Lega Ilaria Lazzarini è la prima firmataria del provvedimento. Questa patologia colpisce 26 milioni di italiani, 6 milioni dei quali raggiungono la forma grave invalidante.

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità,l’Oms, sarebbe al terzo posto tra le malattie ritenute invalidanti. Chi soffre di cefalea acuta infatti ha molti problemi a condurre una vita normale. Oltre ad avere difficoltà nel gestire la parte familiare, hanno anche notevoli complessità a mantenere un impiego.

Auspico un rapido esame della mia proposta di legge, affinché la sua approvazione possa finalmente garantire tutela sociale e lavorativa, oltre che una nuova dignità di vita, ai pazienti che ne soffrono da almeno un anno, circostanza che devono dimostrare espressamente mediante diagnosi che attesti senza ombra di dubbio l’effetto invalidante”.


Queste le parole della deputata leghista. Come spiegato da Lazzarini, non viene considerato un mal di testa passeggero e saltuario, ma un forte dolore continuo che impedisce di svolgere anche le più semplici e normali attività giornaliere.


Il disegno di legge proposto comprenderebbe trattamenti gratuiti per tutti coloro che dimostreranno di soffrire della forma invalidante da almeno 12 mesi, attraverso una diagnosi medica. “Politica e istituzioni devono dare una risposta concreta a un’esigenza particolarmente sentita, riconoscendola come malattia sociale da inserire nei livelli essenziali di assistenza” ha proseguito la ministra. L’intento di questa proposta di legge è dunque quello di ridare la voglia di vivere a chi è affetto da questa patologia, non solo grazie alle cure, ma anche a tutele sociali, nonché lavorative.

NaMur

Ti potrebbero interessare anche:

Загрузка...
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium