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Politica | martedì 16 ottobre 2018, 18:00

Elezioni provinciali, …e vissero tutti infelici e scontenti

L’accordo spartitorio tra Pd e Forza Italia (sei posti ciascuno) ha lasciato l’amaro in bocca a parecchi. Il timore è che, trattandosi di lista bloccata, senza dunque la possibilità di esprimere preferenze, il 31 ottobre ci sia scarsa affluenza al seggio

Maurizio Paoletti e Flavio Manavella

Maurizio Paoletti e Flavio Manavella

Resta da capire la ratio che ha portato alla nascita della lista unica “Impegno per la Granda”, per le elezioni provinciali di mercoledì 31 ottobre.

Se si trattasse di una favola, si potrebbe dire, parafrasandone l’epilogo al contrario, che “alla fine vissero tutti infelici e scontenti”.

In particolar modo la base dei due partiti, Pd e Forza Italia, che si erano guerreggiati prima di dar vita a quello che il big di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto, ha stigmatizzato come “Patto del Nazareno in versione cuneese”.

Il Pd porta a casa due esponenti di spicco: il segretario provinciale Flavio Manavella, vicepresidente uscente della Provincia e Rosita Serra, presidente del Consiglio comunale di Fossano, ma a prezzo di mugugni nella base e tra gli amministratori.
La sostanziale indifferenza dei consiglieri regionali e dei due parlamentari evidenzia come la partita per la Provincia abbia suscitato in loro scarso interesse. Un disinteresse che si sono comunque ben guardati dall’esternare, lasciando che fossero altri a cucinare l’indigesta brodaglia.

Le conclusioni, ritenute fortemente penalizzanti per il centrosinistra che ha dovuto cedere ben sei posti, rappresentano qualcosa di più di un boccone amaro per un partito già sull’orlo di una crisi di nervi.
Forza Italia può vantarsi di aver portato a casa un ricco bottino, che Bruno Viale, il sindaco di Roaschia che voleva sfidare Federico Borgna, da solo non avrebbe mai potuto conseguire, in virtù del voto ponderato.
L’operazione ha avuto come regista il callido segretario provinciale forzista, Maurizio Paoletti, il quale, una volta defilatisi dalla mischia Enrico Costa e Alberto Cirio, ha dovuto sbrogliare da solo la matassa.

Tuttavia, se Paoletti ha strappato più posti di quanti una votazione battagliata potesse assegnarne al suo partito, sotto il profilo politico l’ “inciucio” provinciale ha riportato in alto mare i già non facili rapporti nel centrodestra.

Giorgio Bergesio, segretario provinciale della Lega, si è democristianamente chiamato fuori dalla contesa, mentre i Fratelli d’Italia, sentendosi offesi per non essere stati inviati al tavolo, hanno reagito con stizza all’accordo considerandolo contro natura.

Se due anni fa le votazioni avevano visto una partecipazione al voto di sindaci e consiglieri comunali intorno al 35% , sarà interessante capire in questo clima quanti dei 2843 aventi diritto, mercoledì 31 ottobre, giorno infrasettimanale e dunque lavorativo, si recheranno alle urne per dare il proprio assenso ad una lista che, essendo bloccata, non consente nemmeno la possibilità di indicare preferenze.

Vi voterà nel seggio allestito presso la Provincia (ingresso da corso Dante 41) dalle 8 alle 20.                   

Giampaolo Testa

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