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Sanità | 16 ottobre 2018, 12:01

Nuovo ospedale di Cuneo: la Regione è pronta a fare la sua parte... ma il territorio?

Ieri sera (15 ottobre) la terza riunione della commissione consiliare temporanea dedicata al nuovo ospedale cittadino; per Antonio Saitta "è tempo di pensare allo studio di fattibilità, ma solo se si individua un luogo in cui costruire"

Nuovo ospedale di Cuneo: la Regione è pronta a fare la sua parte... ma il territorio?

Quel che può dipendere da noi vogliamo e cercheremo di farlo con la massima rapidità. Il primo passaggio, però, non può che essere la definizione della volontà del committente.

È questo il succo dell’intervento che ieri sera (15 ottobre) - alla terza riunione della commissione temporanea dedicata all’analisi dei fabbisogni della sanità del territorio cuneese (ovvero se costruire o meno un nuovo polo ospedaliero unico) - l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta ha portato a una gremita sala Consiglio del comune di Cuneo.

Quasi un appello rivolto a tutti i presenti, rappresentanti non solo dell’amministrazione del capoluogo ma di tutti gli enti comunali del circondario e delle sette sorelle, perché trovino finalmente una soluzione condivisa in merito al principale dei dubbi ancora aperti (da chiudere, ovviamente, per portare la discussione a un livello ben più concreto): nel caso non si vogliano più utilizzare le strutture attualmente funzionanti, dove dovrà sorgere l’ospedale.

Dell’ospedale di Cuneo si parla da tempo - ha sottolineato Saitta - , è dal 2007 che è un tema importante. È già stata espressa l’esigenza di una struttura più moderna, sempre meglio collegata al territorio, con standard qualitativi sempre più alti e con una maggiore specializzazione nelle cure. Oggi l’ospedale attrae professionisti: dobbiamo difendere questa peculiarità garantendo nuove prospettive allettanti.

La strada concreta, quindi, quale dovrebbe essere (fermo restando la fondamentale decisione in merito alla locazione fisica della struttura)? Per l’assessore, la definizione di uno studio di fattibilità tecnica ed economica attraverso cui richiedere al MeF l’accesso ai finanziamenti necessari alla realizzazione. 

Si tratta di un percorso già affrontato in passato dalla Regione Piemonte in modo utile. Proprio la Regione si occuperà della stesura dello studio di fattibilità, dandosi un tempo di più o meno tre mesi: “Siamo disponibili a intraprendere questo percorso e a tendere la mano al territorio: presentare un prodotto il più possibile finito al MeF è un ottimo passo per raccogliere i finanziamenti.

L’intera assemblea - con gli interventi dei consiglieri Beppe Lauria, Ugo Sturlese, Silvia Maria Cina, Luca Pellegrino, e quelli dei sindaci Germana Avena e Franca Biglio - ha sollevato nuovamente la necessità urgente della definizione di un luogo fisico (o, al contrario, della messa a nuovo delle strutture locali), decisione su cui il consiglio comunale del capoluogo, pur tenendo conto delle opinioni di tutti i coinvolti, avrà l’ultima parola. E la necessità è davvero urgente, specie con l’avvicinarsi delle elezioni regionali.

Basta tergiversare, insomma, serve che si portino finalmente sul piatto ipotesi concrete sull’ubicazione del nuovo ospedale: la commissione si riunirà probabilmente ancora nelle prossime settimane, per realizzare poi un incontro conclusivo agli inizi di novembre.

simone giraudi

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