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Attualità | 17 ottobre 2018, 09:26

19 “velobox” e un autovelox per contrastare l’alta velocità nelle Valli Po e Bronda

Partiti i lavori di posizionamento dei “contenitori” arancioni all’interno del quale, a rotazione, verrà posizionato l’apparecchio per il rilevamento della velocità. Progetto dell’Unione montana del Monviso”. Il capo della Polizia locale Boccon: “Unico obiettivo è riportare sicurezza sulle strade

I velobox installati a Revello

I velobox installati a Revello

19 velobox verranno installati, nelle prossime settimane, lungo le strade della Valle Po e della Valle Bronda.

Dopo una prima fase “burocratica”, prende forma in concreto il progetto dell’Unione montana del Monviso, guidata dal sindaco di Paesana Mario Anselmo, mirato alla lotta agli eccessi di velocità lungo le arterie stradali delle vallate.

Due anni fa, durante la stagione estiva del 2016, l’Unione montana aveva avviato una sperimentazione: la Polizia locale aveva programmato 10 uscite sul territorio con l’impiego dell’apparecchiatura autovelox.

Giova ricordare che, in passato, la Provincia aveva già voluto monitorare l’andamento del traffico sul tratto di strada provinciale numero 26 compreso tra Paesana e Sanfront, all’altezza dell’incrocio con la strada che conduce alla frazione sanfrontese di Rocchetta.

Qui, il 16 gennaio 2016, in un terribile incidente stradale, aveva perso la vita la 51enne Antonella Arrighi.

La Provincia di Cuneo aveva quindi installato una stazione di monitoraggio dei veicoli in transito proprio in questo punto: il 73% superò il limite dei 70 chilometri orari, il 23% delle auto transitò tra i 90 ed i 120 chilometri all’ora, 205 vetture in 7 giorni superarono i 120 orari, mentre il tachimetro di 11 auto superava addirittura quota 140, con picchi massimi di 170 chilometri orari.

Dai primi controlli, svolti dal personale della Polizia locale di Revello con le apparecchiature noleggiate dai colleghi “civich” di Saluzzo, è scaturito il progetto, sempre a livello di Unione, per l’acquisto di velobox e autovelox.

L’iter ha coinvolto anche la Provincia di Cuneo, che ha concesso le autorizzazioni per il posizionamento dei contenitori di colore “arancio alta visibilità” lungo le strade di propria competenza.

I sindaci di ogni singolo comune, poi, si sono accodati all’Ente capofila – l’Unione – decidendo in autonomia se e quanti velobox acquistare, e dove posizionarli sul territorio comunale.

Buona parte delle Amministrazioni ha aderito al progetto – spiega Ferdinando Boccon, commissario della Polizia locale dell’Unione del Monviso – anche se ci sono Comuni che hanno deciso di non posizionare velobox”.

19, in totale, i contenitori. Oltre a questi, l’Ente montano ha deciso di acquistare un apparecchio autovelox, che permetterà alla Polizia locale di poter operare in autonomia, senza dover sempre appoggiarsi ad Enti e Comuni.

La comparsa dei primi velobox, a Revello, ha già sollevato critiche, specialmente sui social network. 

Si tratta di un’operazione che va letta nell’ottica del miglioramento della sicurezza su tutto il territorio. – commenta Boccon – Il messaggio che deve passare, anche alla luce dei recenti fatti di cronaca (il gravissimo incidente stradale di lunedì sera a Paesana: ndr) è che questo servizio non viene svolto per ‘fare cassa’, ma per mettere in sicurezza le strade del territorio. Questo è l’unico obiettivo che ci prefissiamo.

L’autovelox non sarà la soluzione di tutti i problemi, ma la funzione di deterrenza può darci una mano in tal senso”.

I velobox verranno posizionati dagli operai dei vari comuni.

I controlli – sottolinea il commissario della Polizia locale – partiranno non appena verranno terminati i lavori anche di posizionamento della segnaletica verticale prevista dal Codice della strada”.

L’autovelox, a rotazione, verrà posizionato all’interno dei vari contenitori.

Nicolò Bertola

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