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Attualità | 17 ottobre 2018, 18:01

"Senza il M.I.A.C., l'area sarà un piccolo deserto": dov'è e dove sta andando il polo agroalimentare cuneese?

Ieri sera (martedì 16 ottobre) la commissione conisliare con ospiti Stefano Dho e Secondo Arneodo; focus sui 77mila metri quadri edificabili attualmente vuoti

Federico Borgna, Marco Vernetti, Stefano Dho e Secondo Arneodo

Federico Borgna, Marco Vernetti, Stefano Dho e Secondo Arneodo

Lunga è stata la discussione - ieri sera (martedì 16 ottobre), durante la commissione riunitasi in comune a Cuneo - e tanti ancora i punti interrogativi in merito al futuro e allo “stato dell’arte” della M.I.A.C. scpa, ma quel che è incontrovertibile sono i dati relativi al bilancio: nel 2017 l’utile di esercizio si è attestato su 17442 euro (primo dato positivo degli ultimi anni), e la previsione vede 39665 euro per il 2018, più di 49mila euro per il 2019 e più di 26mila euro per il 2020. 

Presenti alla commissione - e ovviamente incaricati di fornire i dati - Stefano Dho e Secondo Arneodo, oltre al sindaco di Cuneo Federico Borgna, che ha aperto la discussione: “Tra le nostre partecipate il MIAC è stata oggetto di confronto per anni e ha dimostrato di essere area dinamica e strategica: una scommessa certamente vinta quella di renderla polo dell’agroalimentare locale.

Se il M.I.A.C. scompare l’area in cui sorge diventerà un piccolo deserto - ha aggiunto Arneodo - . E’ necessario valorizzarla in modo concreto.

- POLO AGROALIMENTARE

Particolarmente importante è il ruolo dell’area come polo agrifood, incarnazione che risale al 2016, con l’affitto e la successiva acquisizione del ramo d’azienda da Tecnogranda. Fanno parte della società di scopo dedicata le associazioni di categoria, il comitato di scopo, il comitato d’indirizzo e diverse aziende. 

Dho: “Le attività di ricerca e sviluppo sono finanziate al 50% dalla Regione Piemonte e a fine 2017 due bandi hanno portato oltre 4 milioni di contributi alle ziende coinvolte.

- NUOVO PIANO INDUSTRIALE

Come già discusso in alcune precedenti commissioni consiliari, l’area del M.I.A.C. affronterà presto alcuni importanti cambiamenti. Primo fra tutti, l’ampliamento dell’area del macello (che lavori oltre 22mila cap l’anno) con la costruzione di un laboratorio e di un impianto fotovoltaico, a un costo di circa 600-700mila euro affidati rispettivamente alle ditte SCC di Mondovì ed Eurotec di Savigliano. 

Importante, poi, il lavoro sull’incremento di tracciabilità e certificazione: verrà effettuato assieme alla Fondazione CRC, che ha già stanziato fondi per 1 milione di euro in questo senso. 

La questione più spinosa, però, riguarda il PEC di 177mila metri quadri - di cui 70mila edificabili - realizzato dal CdA della società e accolto dal comune (ma non ancora approvato formalmente): a quali attività industriali saranno dedicati, quegli spazi, è la domanda che ha assillato i consiglieri (specialmente Ugo Sturlese, Beppe Lauria e Manuele Isoardi, particolarmente critici). 

Nostro dovere era realizzare il PEC - ha sottolineato Dho - , e qui ci fermiamo. Saranno i soci e i proprietari (tra cui figurano anche il gruppo Fincos e Porta Rossa, ndA) a decidere cosa farne. Abbiamo già raccolto diverse manifestazioni d’interesse, sia in ambito agroalimentare che non, e di certo vedremo l’introduzione della Compral Latte e del consorzio degli allevatori piemontesi, ma a dettare la linea generale non possiamo essere noi.

E secondo il sindaco di Cuneo la linea generale è quella di sottoscrivere e anzi incrementare sempre più la vocazione agroalimentare dell’area. Proposte concrete, però, ancora ufficialmente non ce ne sono, cosa che sembra impensierire non poco i membri di minoranza dell’amministrazione: “Che non ci siano prospettive vere e proprie è una follia. Se il comune non sa ancora cosa farci con quei 70mila metri quadri, possiamo star certi che qualcuno degli altri coinvolti ha già le idee ben chiare” ha messo in guardia Sturlese.

simone giraudi

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