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Attualità | 17 ottobre 2018, 12:13

“Venga riaperto il Tribunale di Saluzzo”: il Consiglio comunale scrive a Governo, Regione e Provincia

Dopo la proposta dei consiglieri d’opposizione Contin e Farina, tutte le forze politiche convergono sulla mozione, inoltrata anche al Consiglio Forese, all’Ordine degli avvocati, al CSM ed al presidente del Tribunale di Cuneo

Il Tribunale di Saluzzo, sullo sfondo. In alto a sinistra, il premier Giuseppe Conte

Il Tribunale di Saluzzo, sullo sfondo. In alto a sinistra, il premier Giuseppe Conte

Le forze politiche del Consiglio comunale di Saluzzo hanno raggiunto l’accordo sul testo della mozione relativa alla riapertura del tribunale cittadino.

Nella seduta del 27 settembre, il documento era giunto sui tavoli dell’assise dopo la proposta degli avvocati Daniela Contin e Andrea Farina, consiglieri d’opposizione.

Ne era nato un dibattito, che aveva visto sia la maggioranza che l’opposizione d’accordo ad approvare la mozione, da poi inviare a tutti gli Enti coinvolti nella possibile riapertura del Palazzo di Giustizia, come paventato all’interno del “Contratto di Governo” giallo-verde. Erano state proposti, dalla maggioranza del sindaco Calderoni, alcuni accorgimenti da apportare al testo della delibera, rimandone la discussione ai capigruppo del Consiglio comunale.

Al netto di tutte le valutazioni di natura politico-amministrativa in merito alla manovra di riapertura del Tribunale, era comunque emersa la necessità – imprescindibile – di fare squadra e rete. Sia con il territorio, che tra gli Enti.

Facendo rete con altre realtà si potrà costruire una richiesta forte, che avrebbe più attenzione di quelle fatte sino ad oggi” aveva detto il sindaco Mauro Calderoni.

Ieri (lunedì) è stato reso noto il testo della mozione, frutto della collaborazione – come accennato – tra tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale.

“Il “Contratto di Governo” su cui è fondato il programma del Governo Conte prevede la rivi­sitazione della riforma del 2012 con la possibilità di un ripristino delle sedi giudiziarie sop­presse tra cui vi sarebbe l’ex tribunale di Saluzzo. – si legge nel documento che reca la firma di Paolo Battisti, presidente del Consiglio comunale – Il 19 giugno 2018 il sindaco di Saluzzo scriveva, con riferimento alla te­matica del riutilizzo degli uffici dell’ex Tribunale di Saluzzo, missiva indirizzata al Presi­dente del Consiglio, Giuseppe Giuseppe, al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e al presidente del Tribunale di Cuneo Giovanni Demarchi Albengo, nella quale emergeva la piena disponibilità di riportare il Tribunale a Saluzzo”.

Battisti ricorda come “un gruppo di dipendenti dell’ex Tribunale di Saluzzo (38 in totale: ndr) indirizzava una raccolta firme sia al presidente del Consiglio dei ministri e al Ministero della Giustizia, sia al sindaco di Saluzzo nella qua­le, con plurime motivazioni veniva auspicata la riapertura del Tribunale di Saluzzo e della relativa Procura della Repubblica, augurandosi nondimeno che la detta risultasse da una in­crementata competenza territoriale di riferimento e da un’adeguata dotazione organica”.

Tra le motivazioni addotte per riaprire il Palazzo di Giustizia saluzzese, nel documento viene riportata, in primis, “una modifica della geografia giudiziaria a vantaggio di una più efficiente ‘giustizia di pros­simità’”, che “sortirebbe effetti positivi sia per l'utenza abituale, come avvocati, periti, consulenti tecni­ci di parte, sia per quella più occasionale (parti, testimoni), nonché per i dipen­denti e la comunità locale nel suo complesso”.

Non da meno, come ribadito anche nel corso della nostra intervista all’avvocato Maurizio Bonatesta, ex presidente dell’Ordine degli avvocati di Saluzzo, l’edificio in cui aveva sede l’ex Tribunale di Saluzzo è stato creato appositamente con questa destinazione d’uso e, attualmente, risulta essere in disuso: “pur apporta­ta la dovuta manutenzione, esso risulterebbe idoneo a nuovamente ospitare gli uffici giudi­ziari” scrive Battisti.

Che continua: “A Saluzzo è presente la casa di reclusione ‘Rodolfo Morandi’ che vede la presenza di oltre 350 detenuti e la cui vicinanza rispetto al tribunale comporterebbe positivi risparmi per le casse erariali. Nei locali dell’ex Tribunale di Saluzzo è presente il Giudice di Pace, che ha incorporato gli uffici dei giudici di Savigliano, Racconigi e Venasca. L’area saluzzese risulta alquanto estesa per la presenza di valli, queste ultime collegate per mezzo di trasporti pubblici nei confronti di Saluzzo, ma non con analoga facile fruibilità verso il capoluogo Cuneo, mentre la riapertura della tratta ferroviaria su Saluzzo potrebbe facilitare gli spostamenti verso la nostra città e il Tribunale, la cui sede risulta sita nelle vi­cinanze della stazione ferroviaria stessa e dei collegamenti bus”.

Fatte le dovute premesse, che ricalcano quelle emerse nell’ultimo Consiglio comunale, l’assise “impegna il sindaco di Saluzzo a porre in essere le opportune iniziative politiche da valutarsi con gli altri organi istituzionali competenti per la riapertura del Tribunale di Saluzzo e della relativa Procura della Repubblica, in un'ottica di incrementata competenza territoriale di riferimento e di un’adeguata dotazione organica sia nella componente riferibile ai magistrati che del personale ausiliario, fermo re­stando la necessità e l’urgenza dell’insediamento del Distaccamento Polstrada, compatibile con la riapertura del Tribunale”.

“Nella speranza che vengano assunte tutte le iniziative volte alla riapertura del Tribunale di Saluzzo, ricercandone e sollecitandone la soluzione in ogni competente sede – conclude Battisti - si ringrazia e si porgono distinti saluti”.

La mozione è stata trasmessa a: Ministero della Giustizia, presidente del Consiglio dei ministri, Consiglio nazionale Forense, Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Cuneo, presidente del Tribunale di Cuneo, Consiglio Superiore della Magistratura, presidente della Regione Piemonte, presidente della Provincia di Cuneo ed ai sindaci del territorio Saluzzese e Saviglianese “che rientrano nella competenza dell’ex Tribunale di Saluzzo”.

 

Nicolò Bertola

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