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Attualità | 17 ottobre 2018, 16:20

Tre mesi dopo l’esposto sull’occupazione del capannone in via Lattanzi a Saluzzo, nessuna novità circa l’eventuale sgombero

Lo conferma la Questura. L’esposto era stato presentato proprio tre mesi fa, il 17 luglio. Senza decisioni in merito l’occupazione potrebbe terminare con l’inizio dell’inverno e con la fine della stagione agricola

Luglio 2018: i primi migranti all'interno del capannone di via Lattanzi

Luglio 2018: i primi migranti all'interno del capannone di via Lattanzi

A distanza di tre mesi dall’esposto presentato ai Carabinieri in seguito all’occupazione di uno stabile in via Lattanzi a Saluzzo, non ci sono novità sostanziali circa eventuali azioni di sgombero.

Nei primi giorni del mese di luglio gruppi di migranti, giunti in città richiamati da possibili occupazioni nel settore agricolo durante la stagione della frutta, avevano varcato la recinzione che delimita la proprietà privata del capannone, per stabilirsi all’interno dell’immobile.

Il manufatto, così come il terreno che lo circonda, è di proprietà della “Cogibit immobiliare”, un ramo della “Cogibit srl”.

Il numero di migranti all’interno del capannone, col passare dei giorni, è sempre cresciuto. All’interno della struttura, per la maggior parte, ragazzi che non erano riusciti a trovare una sistemazione all’interno del dormitorio allestito al Foro Boario, nell’ambito del progetto “Prima accoglienza stagionali” del Comune.

Decine di uomini si erano “trasferiti” dal viale alberato al Foro Boario, di fronte all’ingresso del dormitorio, all’interno del capannone della “Cogibit immobiliare” di via Lattanzi.

Sulla vicenda si era aperto anche un “caso” politico, con parte dell’opposizione in Consiglio comunale (eccetto Stefano Quaglia) firmataria di un’interrogazione con la quale veniva richiesto “l’immediato sgombero degli occupanti e dell’ex magazzino della Provincia di Cuneo in via Lattanzi.

“Né fantomatiche o reali esigenze produttive, né lo spirito di solidarietà possono in alcun modo giustificare l’occupazione illegittima di una proprietà privata” avevano scritto Domenico Andreis, Daniela Contin, Andrea Farina, Dario Miretti e Danilo Rinaudo.

Sul piano giuridico, la “Cogibit immobiliare”, che fa capo al geometra Osvaldo Abrate, aveva presentato, il 18 luglio, esposto ai Carabinieri per la violazione di proprietà privata conseguente all’occupazione. Ma, sin dall’inizio, i vertici delle Forze dell’ordine avevano confermato come per le azioni di sgombero le tempistiche sarebbero state lunghe: da uno a tre mesi.

Toccherà ad un giudice esprimersi in materia ed – eventualmente – ordinare lo sgombero.

La situazione è seguita da Prefettura e Questura. Il questore, Emanuele Ricifari, ci ha confermato che ad oggi (17 ottobre) non c’è nessuno sviluppo della vicenda. In altri termini, nessuno sgombero.

Intanto continua l’occupazione del capannone di via Lattanzi, un tempo magazzino del settore tecnico della Provincia di Cuneo, dove siamo stati poche ore fa.

Nel cortile esterno dell’immobile era presente una decina di ragazzi, ma il numero, durante il giorno, potrebbe essere di gran lunga inferiore, dal momento che molte persone sono impegnate nei campi agricoli. Nell’area della proprietà “Cogibit” sono presenti anche decine di vestiti e panni “stesi” alla recinzione, oltre a tante biciclette.

Potrebbero dunque pensarci l’inverno, con il freddo rigido ed il calo di occupazione in campo agricolo, con la fine della stagione, a liberare i locali del capannone occupati dai migranti.

Nicolò Bertola

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