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Attualità | giovedì 18 ottobre 2018, 20:00

Tempo di verdetti per l'ottava edizione del Premio Bottari Lattes Grinzane

Venerdì ad Alba la lectio magistralis del portoghese António Lobo Antunes, vincitore della sezione La Quercia. Sabato al castello Grinzane 400 studenti sceglieranno quale tra i cinque finalisti si sarà aggiudicato la sezione Il Germoglio

Yu Hua (Cina) con "Il settimo giorno" (Feltrinelli), Andreï Makine (Francia) con "L’arcipelago della nuova vita" (La nave di Teseo), Michele Mari (Italia) con "Leggenda privata" (Einaudi), Viet Thanh Nguyen (Vietnam) con "I rifugiati" (Neri Pozza) e Madeleine Thien (Canada) con "Non dite che non abbiamo niente" (66thand2nd) sono i cinque finalisti per la sezione "Il Germoglio" del Premio Bottari Lattes Grinzane, il riconoscimento internazionale, giunto all'8ª edizione, dedicato ai migliori libri di narrativa pubblicati nell’ultimo anno da autori italiani e stranieri.

Da Bolzano a Catania 400 studenti proclameranno il vincitore sabato 20 ottobre, nel corso della cerimonia finale aperta al pubblico in programma alle ore 16.30 al castello di Grinzane Cavour, condotta dalla scrittrice Sandra Petrignani (membro della giuria tecnica del premio). In mattinata, alle 10.30, i finalisti incontreranno pubblico e studenti alla Fondazione Bottari Lattes (via Marconi 16; ingresso libero).


António Lobo Antunes, nato a Lisbona nel 1942, dotato di sguardo profondo sulla realtà e la psicologia umana, che ha attinto dalla sua professione di psichiatra, e di acuta capacità di indagine sulla storia, in particolare quella coloniale, attraverso una scrittura metaforica, polifonica (come lui stessa l’ha definita), è invece il vincitore del Premio Bottari Lattes Grinzane 2018 per la sezione La Quercia, intitolata a Mario Lattes (editore, pittore, scrittore, scomparso nel 2001) e dedicata a un autore internazionale che abbia saputo raccogliere nel corso del tempo condivisi apprezzamenti di critica e di pubblico. La maggior parte dei suoi libri sono pubblicati in Italia da Feltrinelli.

Venerdì 19 ottobre l'autore terrà una lectio magistralis al Teatro Busca di Alba (ore 18, ingresso libero) che sarà introdotta da Gianluigi Beccaria e Laura Pariani. Lobo Antunes riceverà il riconoscimento sabato 20 ottobre al castello di Grinzane Cavour (ore 16.30; ingresso libero), insieme agli scrittori finalisti.

Il Premio Bottari Lattes Grinzane è organizzato dall'omonima fondazione, col sostegno di Mibact, Regione Piemonte, Fondazione Crc (main sponsor per il triennio 2017-2019), Fondazione Crt, Matera 2019, Città di Cuneo, dei Comuni di Alba, Grinzane Cavour e Monforte d'Alba, di Banca d’Alba, Cantina Giacomo Conterno, Cantina Terre del Barolo, Enoteca Regionale Piemontese Cavour, Banor, Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba e Antico Borgo Monchiero.

 

I FINALISTI NELLA SEZIONE IL GERMOGLIO

«La proposta di quest’anno è stata un autentico giro del mondo – commenta la giuria tecnica del Premio –, con un’attenzione particolare, tranne un’importante eccezione italiana, alle aree lontane, dalla Siberia alla Cina al Sud-Est asiatico, con contrastato e sfaccettato rapporto tra natura e civiltà. Tante le prospettive stranianti – una città di fantasmi, il limbo che ospita chi è morto da poco –, che fanno emergere le contradizioni, le assurdità, le miserie della vita a cui siamo assuefatti»

Yu Hua (Cina) è finalista con "Il settimo giorno" (Feltrinelli), un viaggio nell’Aldilà di un uomo vissuto nella Cina del capitalismo socialista e delle sue contraddizioni, un’avventura di sette giorni, in cui conoscenti e sconosciuti incontrati raccontano la propria storia nell’inferno dell’Aldiqua, tra demolizioni forzate, corruzione, tangenti, feti abbandonati, poveri che vivono in bunker sotterranei, traffico di organi, consumismo sfrenato. Il 18 ottobre esce in Italia il nuovo saggio di Yu Hua "Mao Zedong è arrabbiato" (Feltrinelli).

Andreï Makine (Francia) è finalista con "L’arcipelago della nuova vita" (La nave di Teseo), una caccia all’uomo ai confini orientali della Russia fra un soldato sfinito, che ha vissuto giovanissimo la violenza della Seconda guerra mondiale e ora le tensioni della Guerra fredda, e un fuggitivo misterioso; un’esplorazione geografica e sentimentale, mentre all’orizzonte sorge un arcipelago, dove forse un’altra vita, nella fragilità dell’amore, è possibile.

Michele Mari è finalista con "Leggenda privata" (Einaudi), un romanzo di formazione giocoso e serio allo stesso tempo, in una cornice narrativa quasi gotica e fantastica, dove l’autore conduce un’analisi al microscopio della sua esistenza (chiamando a raccolta fantasmi e ossessioni): la famiglia, la scuola, la cultura a Milano negli anni Sessanta e Settanta e alcune illustri comparse come Dino Buzzati, Walter Bonatti, Eugenio Montale, Enzo Jannacci e Giorgio Gaber.

Viet Thanh Nguyen (Vietnam) è finalista con "I rifugiati" (Neri Pozza), dedicato “a tutti i rifugiati, in ogni dove”, una raccolta di racconti i cui protagonisti sono soprattutto uomini e donne fuggiti negli Stati Uniti da Saigon durante la guerra in Vietnam, angosciati dal ricordo del loro passato e di chi non c’è più, tra impossibilità dell’oblio e la ricerca di nuove identità e appartenenze. Nguyen nel 2016 ha vinto il premio Pulitzer per la narrativa con Il simpatizzante.

Madeleine Thien (Canada) è finalista con "Non dite che non abbiamo niente" (66thand2nd): attraverso la ricostruzione della storia del padre della protagonista e dei suoi due amici (che in Cina combattono per rimanere fedeli ai loro ideali e alla musica), dai primi giorni della Rivoluzione culturale cinese fino agli eventi di piazza Tienanmen del 1989 a Pechino, il romanzo compone un affresco di un Paese in continua trasformazione e una riflessione sul ruolo della politica e dell’arte nella società. A gennaio 2019 uscirà in Italia la raccolta di racconti "Ricette semplici" (66thand2nd), il primo libro di Madeleine Thien, pubblicato in Canada nel 2001 (Simple Recipes).

I romanzi finalisti del Premio, organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes, erano stati designati e annunciati lo scorso 14 aprile a Cuneo, alla sede della Fondazione Crc, dalla giuria tecnica: il presidente Gian Luigi Beccaria (linguista, critico letterario e saggista), Valter Boggione (docente), Vittorio Coletti (linguista e consigliere dell'Accademia della Crusca), Rosario Esposito La Rossa (libraio a Scampia), Giulio Ferroni (critico letterario e studioso della letteratura italiana), Laura Pariani (scrittrice), Sandra Petrignani (scrittrice e giornalista), Enzo Restagno (critico e musicologo), Alberto Sinigaglia (giornalista e presidente Ordine dei Giornalisti Piemonte), Marco Vallora (critico).

Dopo la scelta dei finalisti da parte della giuria tecnica, la parola sui romanzi in gara è passata ai giovani. Tra aprile e settembre i cinque libri sono stati letti e discussi da 400 studenti di 25 giurie scolastiche: quattro in Piemonte (tra queste Liceo Linguistico e delle Scienze Umane “Leonardo Da Vinci” di Alba) e una per ciascuna delle altre regioni d’Italia. A queste si aggiunge la giuria ad Atene, presso la Scuola Italiana Statale.
Sabato 20 ottobre, presso il castello di Grinzane Cavour, gli studenti esprimeranno in diretta il loro voto per proclamare il vincitore nel corso della cerimonia di premiazione in cui saranno presenti tutti i finalisti.

I cinque finalisti riceveranno un premio in denaro di 2.500 euro ciascuno. Al vincitore andrà un ulteriore premio di 2.500 euro.

Negli anni precedenti i vincitori sono stati: Laurent Mauvignier (Francia) nel 2017; Joachim Meyerhoff (Germania) nel 2016; Morten Brask (Danimarca) nel 2015; Andrew Sean Greer (USA) nel 2014; Melania Mazzucco nel 2013; Romana Petri nel 2012; Colum McCann (Irlanda) nel 2011.


LA SEZIONE LA QUERCIA

António Lobo Antunes è stato decretato vincitore dalla Giuria Tecnica del Premio, che così spiega nella motivazione del riconoscimento:
«Dal suo esordio alla fine degli anni Settanta fino a oggi, attraverso ventotto romanzi e cinque libri di cronache, lo scrittore António Lobo Antunes non ha mai smesso di cercare le parole per ciò che comunemente definiamo indicibile, imponendosi così all’attenzione di lettori e di critici per l’originalità della scrittura e la profondità dei temi. Nella prima opera tradotta in Italia, In culo al mondo, raccontando un viaggio al termine della notte dentro la crudeltà della guerra e, nel contempo, la lotta quotidiana che ognuno di noi si trova ad affrontare con se stesso e con gli altri – anche con lo “straniero” che la notte condivide il nostro letto e le nostre abitudini – lo scrittore inaugura la sua passione per il monologo, una sorta di alambicco che distilla l’universo interiore dei personaggi. Lo svelamento di ferite private e collettive traversa tutte le opere di António Lobo Antunes, proponendoci i temi forti del dolore esistenziale, dello strazio dell'invecchiamento e delle indelebili ferite del passato. La sua scrittura estrema ricrea il flusso di ricordi – con passaggi dalla terza alla prima e alla seconda persona – in una moltiplicazione di voci e in un succedersi di immagini che a volte tornano come motivi musicali. Ma a conquistare il lettore non è soltanto la perizia con cui le parole della memoria acquistano sulla sua pagina spessore e carne, ma anche la maniera in cui i piani temporali magmaticamente si accavallano, ripresentando ogni volta sotto una luce diversa gli errori di tutta una vita. Affascina infine la naturalezza con la quale questo scrittore abolisce la frontiera tra cose animali piante e persone, mostrandoci che siamo tutti fragili e immersi nella medesima angoscia a lanciare grida silenziose prima di sparire per sempre. Per tutte queste ragioni António Lobo Antunes può essere considerato una delle voci più profonde della letteratura mondiale e la giuria è stata unanime nel conferirgli la Quercia del Premio Bottari Lattes».

Dopo la lectio magistralis di venerdì 19 ottobre e la premiazione di sabato 20, Lobo Antunes sarà a Milano lunedì 22 ottobre per presiedere all’inaugurazione della cattedra a lui dedicata dall'Università degli Studi di Milano, con il patrocinio dell'Istituto Camões di Lisbona, per la promozione e la divulgazione della lingua e cultura portoghese in Italia (ore 16, via Festa del Perdono 7).

Le precedenti edizioni della Quercia sono state vinte da: Ian McEwan (2017), Amos Oz (2016), Javier Marías (2015), Martin Amis (2014), Alberto Arbasino (2013), Patrick Modiano (2012), Premio Nobel 2014, Enrique Vila-Matas (2011). Il vincitore della sezione La Quercia ottiene un premio di 10.000 euro.

LA MOSTRA MARIO LATTES

È in corso la doppia mostra “Mario Lattes dall’informale al figurativo”, che propone opere inedite e nuove acquisizioni della collezione della Fondazione Bottari Lattes. Alla Fondazione Bottari Lattes di Monforte d’Alba (via Marconi 16) fino al 1 dicembre, lunedì-venerdì ore 10-12/14.30-17; sabato ore 10-12/15.30-18.30. Allo Spazio Don Chisciotte di Torino (via della Rocca 37b) fino al 27 ottobre, martedì-sabato ore 10.30-12.30/15-19.

Redazione

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