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Economia | venerdì 19 ottobre 2018, 13:01

Dazi e protezionismo preoccupano l'export cuneese, si raffredda il clima di fiducia degli imprenditori (VIDEO)

Cala ancora la redditività rispetto allo scorso trimestre. Edilizia nuovamente in calo, bene agroalimentare, metalmeccanico e servizi

Dazi e protezionismo preoccupano l'export cuneese, si raffredda il clima di fiducia degli imprenditori (VIDEO)

Si raffredda il clima di fiducia delle imprese cuneesi prendendo in esame le previsioni dell'ultimo trimestre 2018 di 300 aziende del territorio.

Dato preoccupante riguarda l'export che passa dal +9% della passata rilevazione al -1,2%, conseguenza di politiche internazionali di dazi e protezionismo portate avanti dai colossi Cina e Stati Uniti che si stanno ripercuotendo sull'economia europea in generale (anche il dato dell'export sulla Germania è in calo dopo diverso tempo). La redditività continua il suo trend negativo come rilevato nello scorso trimestre (da -1,1% a -7,1%). Si mantengono anche se con un saldo negativo gli indicatori relativi a produzione (dal 12% al 7,1%), ordini interni (dal 10,3% al 3,5%) e occupazione (dal 9,2% al 2%).

Sul ricorso alla cassa integrazione si sale di circa 4 punti (da 3,9% a 7,6%), mantenendosi comunque a livelli quasi fisiologici. Nella norma il dato relativo all'utilizzo degli impianti. Frenano gli investimenti dal 28% al 22%.

Si era sperato nello scorso trimestre a un risollevamento del settore dell'edilizia, uno dei comparti ad aver pagato maggiormente le conseguenze della crisi. I dati relativi all'economia edile della nostra provincia tornano ad essere in calo.

A livello settoriale, le indicazioni più favorevoli giungono dall’alimentare e dalla metalmeccanica.  Per i servizi la fine dell’anno si preannuncia positiva, con saldi ottimisti-pessimisti su valori elevati soprattutto per livelli di attività, ordini e occupazione.

Nel video l'illustrazione dei dati di previsione sul quarto trimestre del 2018 dalla voce della direttrice Giuliana Cirio.



“Il passo indietro registrato nella precedente nota congiunturale, si fa più marcato per l’ultimo trimestre dell’anno
– spiega il presidente di Confindustria Cuneo, Mauro Gola –, complice il contesto macroeconomico globale di progressivo rallentamento, come già evidenziato a luglio scorso. Le prospettive sono complessivamente positive per l’economia mondiale, tuttavia la crescita delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina offusca il quadro di previsione. La crescita nell’Area euro si è attestata sui livelli del primo trimestre, dissipando i dubbi su una possibile frenata, ma confermando un minor vigore rispetto al 2017. Si mantengono le buone condizioni di finanziamento e il graduale recupero dell’occupazione, ma i rischi connessi alle elezioni europee della prossima primavera incrinano la fiducia. Per l’Italia, i dati del secondo trimestre e il trend registrato nei mesi estivi disegnano un quadro di netto rallentamento dell’attività economica. Rispetto all’1,6% di fine 2017, la crescita è scesa all’1,2%. L’inasprimento del clima di fiducia si registra, seppur più moderato, anche a livello piemontese”.

"A livello settoriale,"
- ha spiegato Elena Angaramo, responsabile del Centro Studi di Confindustria Cuneo - "si confermano espansive le attese nel terziario innovativo; si consolida il sentiment tra le aziende dei trasporti e logistica e dei servizi commerciali e turistici. Più caute rispetto allo scorso trimestre le attese delle imprese del comparto utilities."

Daniele Caponnetto

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