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Politica | venerdì 19 ottobre 2018, 08:00

#controcorrente: le tante liste civiche nate dopo la crisi dei partiti si sono rivelate spesso dei contenitori vuoti

Negli ultimi anni solo Monviso in Movimento, presieduta dall'assessore regionale, Alberto Valmaggia, si sta facendo sentire sul territorio e cerca di costruire una rete con l'obiettivo di aggregare le forze civiche di centrosinistra in campo. Ma ha bisogno di una guida che coordini il percorso a livello piemontese. Un nome? L'ex viceministro Andrea Olivero

Alberto Valmaggia e Andrea Olivero

Alberto Valmaggia e Andrea Olivero

Dopo la stagione di Tangentopoli, la crisi dei partiti tradizionali e l’avvio dell’elezione diretta dei sindaci e dei presidenti delle Regioni (quelli delle Province sono votati in modo indiretto con l’approvazione della Legge Delrio nel 2014) hanno iniziato a proliferare le liste civiche. Soprattutto a livello comunale, ma anche sul fronte regionale. E nell’ultima tornata politica dello scorso marzo addirittura a livello nazionale.

Purtroppo, però, delle tante liste nate in vent’anni sono rimaste ben poche quelle sempre presenti nell’agone politico. Perché la maggior parte è sparita, altre si sono fuse e altre ancora hanno cambiato nome. Sia nel centrodestra che nel centrosinistra. E’ un dato di fatto pure in Piemonte e nella provincia di Cuneo. Un motivo di fondo c’è.

I gruppi civici nascono quasi sempre solo per scopi elettorali e sono privi di contenuti politici. Un modo di metterci la faccia, però senza esporsi troppo. E dopo le votazioni, anziché raccogliere le richieste dei cittadini e portarle nelle rispettive assemblee municipali o regionali diventano dei contenitori vuoti. Non organizzano iniziative sul territorio, che dovrebbe essere il loro principale campo d’azione, non prendono posizioni su temi nazionali perché dicono di volersi occupare solo del locale e ricompaiono, improvvisamente, qualche mese prima della nuova chiamata alle urne.

Come mai?  Perché manca loro una struttura organizzativa capace di costruire un percorso politico-amministrativo sul territorio. E questo fa tornare in mente, con un poco di amarezza, le scuole di formazione di un tempo portate avanti dai partiti tradizionali. In particolare la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista. Incontri e dibattiti dai quali nascevano le nuove classi dirigenti preparate e capaci di gestire, con equilibrio, decisioni importanti per la vita delle comunità.

Negli ultimi anni in provincia di Cuneo solo Monviso in Movimento, presieduta dall’assessore regionale, Alberto Valmaggia, ha intrapreso un cammino di formazione dei giovani e allestito molte iniziative nella “Granda”. Cercando, inoltre, di dare vita a una rete di liste civiche sul territorio.

Tra qualche mese ci saranno le elezioni europee, regionali e quelle in molti Comuni della provincia di Cuneo, tra cui quattro delle città con più abitanti: Saluzzo; Fossano; Bra e Alba. A livello nazionale il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, e quello di Cerveteri, Alessio Pascucci, stanno tentando di costruire una rete identica sotto il nome di Italia in Comune. L’espressione di quel movimento a livello piemontese potrebbe proprio essere Monviso.

Ma il gruppo presieduto da Valmaggia deve farsi sentire ancora di più, con una presenza costante e capillare tra i cittadini attraverso incontri e dibattiti. Riportando la politica all’antico valore del confronto tra le persone e non attraverso i social media diventati tanto di moda in quanto non hai il contraddittorio diretto e puoi dire quello che vuoi.

Monviso, però, avrebbe bisogno di una guida capace di individuare gli indirizzi strategici di ampio respiro. Altrimenti rischia di essere schiacciata da giochi politici ai quali non è in grado di rispondere con la dovuta fermezza ed energia. Un nome? Forse l’ex viceministro Andrea Olivero che avrebbe le capacità di prendere in mano la situazione e coordinare il percorso a livello piemontese.           

#controcorrente

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