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Attualità | 22 ottobre 2018, 15:01

Cuneo, si insedia il nuovo procuratore capo Onelio Dodero: "Se vuoi andare lontano cammina insieme agli altri"

Questa mattina in tribunale a Cuneo la presentazione ufficiale. 60 anni, torinese, in Corte d’Assise di Caltanissetta ha sostenuto la pubblica accusa nel processo delle stragi di Capaci bis. Prende il posto di Francesca Nanni

Onelio Dodero

Onelio Dodero

Il nuovo capo della Procura di Cuneo Onelio Dodero si è presentato ufficialmente questa durante una cerimonia presso il tribunale di Cuneo. Erano presenti i comandanti provinciali delle forze dell'ordine, i giudici, i magistrati e gli avvocati, oltre ai presidenti delle sezioni penale e civile.

Gli hanno dato il benvenuto il presidente del tribunale Paolo Demarchi, il procuratore generale della Repubblica di Torino Francesco Saluzzo, i procuratori Gabriella Viglione e Francesca Nanni, il presidente dell'ordine degli avvocati Claudio Streri.

Il procuratore capo Dodero si è detto "genato" (in imbarazzo) per la cerimonia e ha citato un proverbio africano: "Se vuoi andare di fretta cammina da solo, se vuoi andare lontano cammina insieme agli altri" sottolinenando quanto sarà importante la cooperazione da parte di tutti, per far sì che i giudici possano arrivare a decidere sulla "qualità e non sulla quantità" al fine di evitare quel malessere generato dalle sentenze di prescrizione.

60 anni, torinese, Onelio Dodero è stato collaboratore di Raffaele Guarinello per poi passare alla Direzione distrettuale antimafia di Torino fino al 2009, anno in cui si è trasferito in Sicilia,  ancora nel pool contro la criminalità organizzata, dove ha vissuto per oltre sei anni.

In Corte d’Assise di Caltanissetta ha sostenuto la pubblica accusa nel processo delle stragi di Capaci bis.

Tornato nel capoluogo  piemontese, è stato, fra l’altro, il pm nel processo contro il filatelico Paolo Stroppiana, condannato nel 2011 in via definitiva a 14 anni per l’omicidio della logopedista Marina Di Modica. Un caso che fece scalpore a Torino, nel quale Onelio Dodero riuscì a sostenere la colpevolezza dell’imputato senza che fossero mai stati trovati né il cadavere della donna né l’arma del delitto.

Monica Bruna

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