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Agricoltura | martedì 23 ottobre 2018, 11:32

Coldiretti: pecora sambucana "sigillo" a tutela della biodiversità, ma chi difende la pastorizia di montagna dai lupi?

Bruno Rivarossa e Tino Arosio: "I decisori politici devono dare finalmente attuazione pratica ad un Piano di gestione e conservazione del lupo che colpevolmente ancora manca nel nostro Paese”

Coldiretti: pecora sambucana "sigillo" a tutela della biodiversità, ma chi difende la pastorizia di montagna dai lupi?

La pecora sambucana sarà protagonista a Vinadio nel fine settimana per la tradizionale Fiera dei Santi. In mostra, un vanto della tradizione agricola cuneese, riconosciuto da Campagna Amica come uno dei 311 prodotti e razze animali “Sigilli” italiani della biodiversità, presentati a Roma in occasione del Villaggio Coldiretti.

La Sambucana è una razza di pecore molto adatta ai pascoli d’alta quota, la cui presenza sulle nostre montagne, in particolare in Valle Stura, si registra già dal Settecento.

Trent’anni fa questa razza rischiava di sparire, ma un grande progetto di recupero e valorizzazione dei suoi prodotti ne ha scongiurato l’estinzione. Fondamentale è il lavoro degli allevatori, impegnati a preservare la biodiversità delle nostre terre, l’economia montana e le tradizioni culturali, tra mille difficoltà.

A cominciare dal lupo. La sua presenza nel Cuneese, cresciuta considerevolmente negli ultimi anni, ha un forte impatto sulla pastorizia di montagna. E i dati contenuti nell’ultimo report di Life Wolfalps parlano chiaro. Oggi si stima un totale minimo di 293 lupi sull’arco alpino, la maggior parte dei quali concentrati nelle province di Cuneo e Torino: quasi il 70% del totale si trova sulle montagne piemontesi.

Nel Cuneese, in particolare, la presenza è massiccia, con 19 branchi e una coppia identificati, responsabili di decine e decine di attacchi a greggi e mandrie soltanto negli ultimi mesi. Crescono anche gli avvistamenti di lupi in collina e pianura, non lontano dai centri abitati.

La situazione, come più volte evidenziato da Coldiretti, è insostenibile e rende indispensabile l’intervento concreto delle Istituzioni per giungere ad un giusto equilibrio tra la presenza del lupo, protetta dalla normativa europea, e quella dei pastori che, attraverso la loro opera, conservano e valorizzano le nostre montagne.

“Dati Life Wolfalps alla mano, sgombrato il campo da ogni ulteriore alibi per tergiversare - dichiarano Bruno Rivarossa e Tino Arosio di Coldiretti Cuneo - i decisori politici devono dare finalmente attuazione pratica ad un Piano di gestione e conservazione del lupo che colpevolmente ancora manca nel nostro Paese”.

comunicato stampa

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