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Attualità | 23 ottobre 2018, 19:06

Cuneo: la solidarietà al “modello Riace” divide il consiglio comunale

Per Sturlese e Fierro l’attività di Lucano è un buon esempio di politica alternativa all’odio, mentre per Bongiovanni e Menardi le ombre sollevate dalla Magistratura sembrano troppo estese

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Sono passati venti giorni ieri dallo scorso 2 ottobre, data in cui il sindaco di Riace Domenico Lucano e la sua compagna sono stati fatto oggetto della disposizione agli arresti domiciliari, e proprio ieri sera nel corso del consiglio comunale di Cuneo l’amministrazione del capoluogo si è interrogata sulla propria posizione rispetto alla vicenda. 

A dare il là per la discussione un ordine del giorno a firma del gruppo Cuneo Per i Beni Comuni, presentato da Ugo Sturlese che ha chiesto al sindaco di sostenere ufficialmente l’attività del sindaco Lucano e, in generale, la validità del “modello Riace”. Un modello che - come sostenuto da Nello Fierro - rappresenta un esempio lampante dell’esistenza di un’alternativa all’egoismo e all’odio.

Nettamente contraria, senza sorprese, la posizione di Valter Bongiovanni. “Chiedere il sostegno a un sindaco che si è macchiato di reati non penso sia molto sensato. E nonostante quanto venga incensato, non mi pare che il modello Riace sia stato adottato in altre parti d’Italia”. Della stessa opinione anche Laura Menardi: “Le norme evitano l’ingenerarsi di disuguaglianze, che creano disagio sociale, e di situazioni di sfruttamento. Se il “modello Riace” funziona in modo concreto e legale allora è da difendere, ma mi pare non sia ancora stato chiarito del tutto.

Carmelo Noto: “Con l’attacco al “modello Riace” si è voluto attaccare il simbolo di una politica che non piace a questo governo. Oggi, in Italia, ci sono comuni sciolti per mafia in cui i sindaci possono girare liberamente... a differenza di Mimmo Lucano.

Non è più il momento dell’accoglienza “a cuore in mano”, c’è bisogno di conti che tornano e di norme che siano rispettate - ha ribattuto la consigliera Maria Laura Risso - . Nonostante la sua attività abbia funzionato concretamente, il sindaco Lucano è indagato: esistono altri modelli da seguire, come quello di Saluzzo con i migranti stagionali.

Alberto Coggiola: “Lucano non è un bandito, certamente ci sono soggetti peggiori. Il sindaco di Cuneo può dimostrarsi solidale in autunomia, senza dubbio, ma che lo faccia l’istituzione del consiglio comunale è inopportuno.

Nonostante l'accesa discussione l’ordine del giorno è stato approvato con 21 voti favorevoli.

simone giraudi

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