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Attualità | 23 ottobre 2018, 11:50

Fiaccolata, a Savigliano, per ricordare Luky: “morto dopo essere stato portato in canile perché abbaiava”

Nella serata di ieri, lunedì 22 ottobre, una quarantina di persone ha manifestato pacificamente per ricordare l'accaduto e chiedere “più tolleranza nei confronti degli animali”

Fiaccolata, a Savigliano, per ricordare Luky: “morto dopo essere stato portato in canile perché abbaiava”

“Vogliamo manifestare pacificamente, per ricordare quanto accaduto a Luky e chiedere più sensibilità e più tolleranza nei confronti degli animali. Perché un caso come il suo non si ripeta più”.

Nella serata di ieri – lunedì 22 ottobre – si è svolta a Savigliano una fiaccolata in memoria di Luky, il maremmano morto nell'estate scorsa dopo essere stato portato in canile su ordine del giudice: secondo alcuni (spaventati forse anche dalla sua mole), abbaiando arrecava disturbo alla quiete pubblica.

La manifestazione è stata organizzata dal canile “Pinco Pallino” di Fossano, dove il cane era stato portato, ed ha visto una quarantina di partecipanti. Che sono partiti dalla centrale piazza Schiaparelli ed hanno attraversato le vie nei pressi dell'abitazione della famiglia del cane.

“Avremmo voluto passare proprio sotto casa di Luky – hanno detto gli organizzatori – ma la proprietaria ci ha chiesto di non farlo, e noi rispettiamo la sua richiesta”.

La scorsa estate la storia di Luky è finita su tutti i giornali, quotidiani nazionali compresi. La vicenda è nota. Nei mesi scorsi, dopo diverse segnalazioni in Comune da parte dei vicini per disturbo, il maremmano viene affidato dal giudice, in modo coatto, al canile di Cussanio. Contro la volontà della famiglia, che si attiva da subito per riportarlo a casa e va a trovarlo ogni volta che può.

“Ma Luky ad un certo punto inizia a rifiutare il cibo – hanno ricordato i volontari del canile –. Fino a quando, a fine luglio, muore per arresto cardiaco: fine del disturbo”. Per i volontari, e per la proprietaria, il cane è morto di “crepacuore”, come diretta conseguenza dell'allontanamento da casa.

Dopo questo caso, il “Pinco Pallino ha dichiarato in più occasioni di non voler più ricoverare in futuro animali di proprietà senza che vi sia un maltrattamento alle spalle. “Ci auguriamo che la morte di Luky non sia stata vana – hanno aggiunto i partecipanti alla fiaccolata –. E che la gente sia più paziente in casi del genere”.

Matteo Garnero

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