/ Attualità

Attualità | 06 novembre 2018, 14:40

Roburent, il "J'accuse" del consigliere Garavagno dopo le dimissioni del sindaco: "La minoranza non ha colpe, la maggioranza invece..."

"La decisione del primo cittadino ha risolto una situazione amministrativamente inaccettabile", ha asserito l'esponente dell'opposizione, che ha aggiunto: "Per oltre un anno sono stati ignorati la democrazia e il rispetto delle norme"

Roburent, il "J'accuse" del consigliere Garavagno dopo le dimissioni del sindaco: "La minoranza non ha colpe, la maggioranza invece..."

Sull'onda lunga delle dimissioni di Fabrizio Nugnes dall'incarico di sindaco di Roburent, che ricopriva dall'estate 2017, si innesta una nuova posizione individuale, recante in calce la firma del consigliere d'opposizione Romolo Garavagno.

Sebbene la minoranza, attraverso un comunicato congiunto e inoltrato agli organi di stampa dal suo capogruppo, Giulia Negri, avesse già esternato le proprie considerazioni, Garavagno ha voluto divulgare il suo personale "J'accuse" dell'amministrazione.

"IGNORATI DEMOCRAZIA E RISPETTO DELLE NORME" - "Le dimissioni del sindaco - esordisce - hanno risolto una situazione amministrativamente  inaccettabile. La minoranza non ha colpa alcuna, ha sempre e solo fatto il suo dovere di opposizione. La maggioranza, invece, ignorando ogni minimo concetto di democrazia e rispetto delle norme (leggi, regolamenti, circolari e quant'altro), ha, fin da subito, imposto un regime autoritario e personalistico. Ignorando il significato di delega e incarico, che sono chiarissimi binari operativi per una funzionale attività dei vari campi comunali, si è assistito sempre e solo a decisioni personalistiche, spesso contrarie a leggi e regolamenti, pur di fare dispetto ai tre della minoranza e a chi non era 'intruppato'. Io mi sarei dovuto occupare, per decreto sindacale, del Personale e dell'Organizzazione degli Uffici, della Cultura e del patrimonio storico-artistico e della Comunicazione ufficiale, ma fin dal primo mese della tornata sono stato surclassato da chi non aveva alcuna competenza nelle tematiche".

"Non solo - prosegue -: a fine 2018 si registra il mancato pagamento delle indennità di produttività e risultato del 2017 per i dipendenti e, addirittura, un cantoniere deve recuperare circa 120 giorni di ferie. Inoltre, non si è provveduto nei tempi necessari alle operazioni utili per accedere all'assunzione di un personale indispensabile nell'area finanziaria, estranei all'incarico si sono intrufolati nelle pratiche dei collegamenti con l'agenzia interinale, gli orari del personale e dell'apertura al pubblico sono stati distorti da chi non aveva competenza, la biblioteca del capoluogo non ha un curatore, l'archivio storico non ha avuto alcuna attenzione pur se fornito di documenti risalenti fino al 1500, dunque utilissimi per tesi di laurea per far conoscere Roburent nel mondo della cultura universitaria".

"Non si sono nemmeno più allestite tradizionali mostre d'arte di livello nazionale; così dicasi per le corali, il concorso nazionale chitarristico, le attività in ricordo della Resistenza, e per le libertà senza fine a collegamenti raffazzonati con gli organi di stampa. Ogni decisione non rispettava le serie proposte, suffragate da norme e studi sulla realtà locale e sulla opportunità di limiti economici, come mio impegno assoluto. Per paura di aprire, come necessario e democratico, alle opposizioni lo studio di problemi amministrativi, era stata bocciata perfino la proposta di nominare, come previsto dallo statuto e dal regolamento del Consiglio, le Commissioni consiliari. Così pure per regolamenti che avrebbero ottenuto il voto della minoranza. E ancora insensati blocchi ad iniziative adottate con deliberazioni di Giunta Comunale. E non si tratta solo della toponomastica".

 

Alessandro Nidi

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium