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Attualità | 06 novembre 2018, 18:51

Saluzzo ha un campione del mondo: l’assicuratore Enrico Brazzoli sul podio più alto del Campionato mondiale di rally

L’ultima gara in Australia, ma il titolo è già in casa. “Ho vinto usando le armi di un pilota di 53 anni: costanza, tenacia e determinazione, contro avversari di 30 anni più giovani e più veloci”

Enrico Brazzoli

Enrico Brazzoli

Saluzzo ha un campione del mondo. E’ Enrico Brazzoli 53 anni, assicuratore dell’ agenzia Brazzoli Intermediazioni assicurative, Agenzia Allianz, dagli anni ’70.

In team con il navigatore Luca Beltrame di Tortona su una Peugeot 208 R2 della Vieffe Corse ha portato a casa e, riportato in Italia, il titolo di Campione del mondo  di rally nella WRC-3 edizione 2018 (il World Rally Championship-3 organizzato dalla Federazione internazionale dell’automobile per auto da rally).

L’ultima gara si disputerà in Australia la prossima settimana ( dal 14 novembre ) ma la medaglia d’oro è già in tasca, dopo le serie di cinque gare del mondiale in cui i due campioni sono saliti sul podio come vincitori a Montecarlo e in Spagna, hanno conquistato due secondi posti in Galles e Germania e, solo in Sardegna, hanno sfiorato il podio, arrivando quarti.

“Sono felicissimo e molto soddisfatto -  dichiara Brazzoli in procinto di partire per il continente australiano – il titolo è il coronamento di una lunga carriera partita nel 1984, quando ho iniziato a correre in macchina".

Una vittoria che corona il motto (è scritto sul suo profilo WhatsApp) "Cerca l’assurdo e raggiungerai l’impossibile” . "E che è anche la mia  filosofia di vita” dice.

Come  è riuscito nell’impresa e come riesce a conciliare i rally con il lavoro di assicuratore?

“In questa vittoria di team abbiamo messo in pratica una strategia studiata a tavolino, portata  avanti con grande determinazione, impegno  e tenacia. Come  sono io nella vita, determinato sul lavoro dove cerco di barcamenarmi facendo i salti mortali  per coltivare questa passione-hobby, il rally, che è la mia vita”.

Pensava a questa vittoria?

“Eravamo partiti per conquistare un posto sul podio della classifica finale del campionato WRC-3. Poi la  prima gara  a Montecarlo ( che considero di casa) ci ha portato al comando e  lì,   abbiamo iniziato a crederci  e a  puntare al massimo risultato possibile: la vittoria”.

"Certo ho 53 anni - sottolinea - e non posso pensare di raggiungere altri risultati. Ho vinto usando le armi di un pilota della mia età: costanza di prestazione, sfruttare tutte le possibilità azzerando gli errori, ma anche con la convinzione che ogni contrarietà va vissuta come una sfida a rialzarsi e riprendere a lottare".

Io competo con avversari che hanno 30 anni in meno. Cerco  di domare l’ irruenza di questi ragazzi che sono più veloci di me e che devono dimostrare di esserlo per farsi notare e avviare una carriera di  pilota ufficiale in una grande squadra.  Forse al loro posto  farei anche io così, per fare notizia".

Il rally, una passione costosa?

“Si certo, ma abbiamo la fortuna di avere sponsor che ringraziamo. Corriamo perchè abbiamo persone che ci supportano”.

Come parte per l’ultima gara in Australia?

"Con lo spirito di far bene e di confermare i nostri risultati di quest’anno. Sicuramente con lo spirito più leggero e di divertimento, senza la paura di sbagliare. Non vedo l’ora di essere in questa terra e ambiente che non conosco per poter  gareggiare".

E poi  si tornerà  a lavorare in agenzia?

"Si, come il giorno dopo ogni gara. Alla mia età non ho più nulla da dimostrare, se non godermi la soddisfazione di essere uno dei pochi italiani che ha vinto un titolo mondiale nei rally come Miki Biasion, Simone Tempestini, Alex Fiorio e se vogliamo anche Sandro Munari che vinse una coppa FIA che fu l’antesignana del campionato mondiale rally”.

 

Vilma Brignone

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