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Cronaca | 06 novembre 2018, 15:56

Assolto avvocato a processo per simulazione di reato

Per l’accusa aveva falsamente denunciato il furto della sua auto

Assolto avvocato a processo per simulazione di reato

E’ stato assolto dal tribunale di Cuneo perché il fatto non sussiste l’avvocato residente nel Monregalese che era accusato di aver simulato il furto della sua autovettura per ottenere il risarcimento. Il 14 febbraio 2015 il professionista denunciò ai carabinieri la sparizione della propria Mercedes, parcheggiata nel cortile della sua abitazione. Un furto che in realtà non sarebbe mai avvenuto. La vettura era in leasing, e la società finanziaria eseguì l’azione per il recupero delle rate non pagate, pari a 26 mila euro.

Il pm Alberto Braghin aveva chiesto la condanna a 1 anno e 6 mesi per simulazione di reato “senza la concessione delle attenuanti, dato il ruolo istituzionale dell’imputato”. A sostenere l’ipotesi della simulazione, alcuni elementi. Come la presenza di una terza copia delle chiavi della vettura, due delle quali erano già state consegnate all’agente assicurativo che le aveva ritirate come da prassi, sbucata fuori tre mesi più tardi, e ritrovata fra i fascicoli in ufficio dell’avvocato. E l’uso della tessera Viacard, utilizzata anche il giorno del presunto furto per uscire e rientrare al casello autostradale dello stesso paese dove risiede l’imputato, regolarmente pagata fino al 2016.

Secondo la difesa dell’avvocato Zancan invece le ipotesi dell’accusa erano totalmente prive di rilevanza: “L’imputato ha fatto una denuncia vera, con la legittima convinzione di essere stato vittima di un furto. Aveva ricevuto minacce da ambienti criminali, è verosimile che sia stato bersaglio di una vendetta. Se si fosse voluto simulare il furto dell’auto non l’avrebbe parcheggiata nel cortile di casa, ma l’avrebbe lasciata in un altro posto. L’avvocato non si sarebbe complicato la vita denunciando il furto della tessera Viacard. Ha continuato a pagare le fatture perché c’erano più carte utilizzate e intestate al suo studio legale”.

La compagnia assicurativa aveva ritirato la propria costituzione come parte civile e ha rimesso la querela, essendo stata interamente risarcita dall’imputato.

Monica Bruna

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