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Monregalese | 06 novembre 2018, 16:30

Mondovì: con la Careitas si parta di immigrazione

Quasi 150 i partecipanti che si sono riuniti per affrontare alcuni nodi e per confrontare alcune delle esperienze attive sul territorio provinciale

Mondovì: con la Careitas si parta di immigrazione

Animazione della comunità, rivolto a volontari Caritas attivi nell'accoglienza dei richiedenti asilo/rifugiati ed a operatori/cooperatori/amministratori già in rete. Quasi 150 i partecipanti che si sono riuniti per affrontare alcuni nodi dell’immigrazione e per confrontare alcune delle esperienze attive sul territorio provinciale.

La mattinata è stata suddivisa in tre tappe: la parte del “viaggio”, la cui organizzazione è stata curata dal Gruppo Regionale di Educazione alla Mondialità e che dopo un intervento introduttivo si è affidata ad una rappresentazione dell'artista senegalese Mohamed Ba intitolata "Oro blu", un viaggio nelle scarpe di chi si lascia i ricordi alle spalle per un’acqua promessa che diventerà la sua ultima dimora. “Il problema non è chi arriva e chi non deve arrivare, il problema è cosa c’è dietro. Perché dietro c’è un’umanità che ha disimparato ad amare l’altro, un’umanità che ha ucciso l’integrità dell’essere umano”, dice nel suo monologo.
La seconda parte, l' “Approdo”, è stato affidato a Franco Chittolina, presidente di Apice, il quale ha portato la propria esperienza ventennale maturata a Bruxelles, con l'obiettivo di allargare lo sguardo all'orizzonte europeo.

L’ultima parte della mattinata si è sostanziata in una tavola rotonda, in cui si sono confrontate le Caritas diocesane di Mondovì, Cuneo, Fossano e Saluzzo, su quelle che sono le proprie attività in ambito immigrazione ed i nodi principali su quella che è la terza tappa del viaggio, l’”Accoglienza” delle comunità.

Nel pomeriggio si sono svolti i “laboratori di comunità”, lungo i temi “Comunicare”, “Abitare” e “Creare”, condotti dalla Cooperativa Caracol, dove ogni partecipante è stato chiamato a fare emergere ricordi, sensazioni ed emozioni e a lavorare alla produzione di un documento finale, il “Promemoria per il futuro”.
 “Siamo tutti in viaggio”: non solo chi arriva da lontano, ma anche noi, che nel muovere i nostri passi possiamo scegliere di andare verso l’altro ed incontrarlo, chiunque esso sia. Mettersi in moto è una scelta, che ci fa riscoprire il valore della reciprocità: accogliere è uno sforzo, che mette in gioco la nostra capacità di essere umani.

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