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Cronaca | giovedì 08 novembre 2018, 11:30

Accusato di violenze su pazienti sotto ipnosi: medico albese chiede il rito abbreviato

In tribunale ad Asti l’udienza preliminare del processo aperto a carico del dottor M.S. Tre delle quattro donne che lo accusano costituite come parte civile. Difesa subordina richiesta a perizia medica

Il tribunale di Asti, dove è in corso il processo a carico del medico albese

Il tribunale di Asti, dove è in corso il processo a carico del medico albese

Un paziente sotto ipnosi sarebbe in grado di mantenere autocontrollo e capacità critica?

E’ il quesito scientifico sul quale potrebbe giocarsi il processo che vede imputato M.S., 56enne medico albese a giudizio presso il tribunale di Asti per presunte violenze ai danni di quattro donne.

Ieri, mercoledì 7 novembre, davanti al giudice Giorgio Morando è stata celebrata l’udienza preliminare, apertasi con la costituzione di parte civile di tre delle quattro donne che nei mesi scorsi accusarono il medico albese dei soprusi compiuti ai loro danni approfittando dello stato di incoscienza procurato dall’uomo, specializzato in tale pratica, nell’esercizio della sua professione.

Le donne saranno rappresentate in giudizio, rispettivamente, dell’avvocato Stefano Tizzani del foro di Torino, dall’avvocato albese Paola Coppa e dalla collega, anch’ella albese Silvia Calzolaro, entrambe del foro di Asti.

La difesa, rappresentata invece dall’avvocato albese Roberto Ponzio, ha intanto chiesto che il proprio assistito possa venire giudicato col rito abbreviato, subordinandolo la richiesta all’espletamento di una perizia medica volta a stabilire, appunto, la reale e oggettiva capacità dell’ipnosi di incidere sul mantenimento o meno dell’autocontrollo e della capacità critica del paziente ipnotizzato.

Una richiesta di approfondimento che la difesa ritiene indispensabile ai fini della decisione e per la quale ha anche riportato l’esempio di casi medici riportati dalla pubblicistica in materia.

La perizia seguirebbe i pareri, di segno tra loro contrario, già prodotti in precedenza dai consulenti di accusa e difesa.

Sul punto il pubblico ministero da ieri subentrato alla collega Delia Boschetto (nelle more del processo trasferita a Torino) ha chiesto un termine per controbattere, richiesta accolta dal giudice, che l’ha indicato nel prossimo 27 novembre aggiornando il processo al prossimo 4 dicembre.

Per l’uomo, che si è sempre proclamato innocente parlando di malintesi, erano scattati gli arresti domiciliari il 16 febbraio scorso, al seguito di circa due anni di indagini che la Procura astigiana avviò dopo la prima denuncia di una paziente. I diversi episodi di violenza e molestie a lui contestati si sarebbero svolti nei confronti delle quattro donne tra il 2012 e il 2016.

A maggio era arrivata la revoca dei domiciliari.

Ezio Massucco

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