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Cronaca | giovedì 08 novembre 2018, 13:47

Residenze fittizie a Sambuco e rimborsi chilometrici: parlano due imputati

Entrambi hanno già restituito le somme contestate

Il Municipio di Sambuco

Il Municipio di Sambuco

Questa mattina nel processo che vede imputato R.R., già vicesindaco di Sambuco, accusato di truffa aggravata e falso, hanno raccontato la loro verità i torinesi S.F. e G.N., entrambi agenti assicurativi.

I due imputati risultavano residenti nel piccolo paese della Valle Stura quando ricoprivano le cariche di consiglieri circoscrizionali a Torino. Per le trasferte avrebbero richiesto, secondo l’ipotesi d’accusa, rimborsi chilometrici a cui non avrebbero avuto diritto perché non avrebbero abitato realmente a Sambuco. I due subaffittavano un’abitazione in una via del centro.

Fu G.N. a dirmi che nel paese c’era la possibilità di rilevare un vecchio albergo. Iniziai dunque a frequentare Sambuco per capire se potevo viverci, compatibilmente con la mia attività di assicuratrice che svolgevo nel Torinese”, ha spiegato S.F.. “Presi la residenza nel 2009 fino al 2014, ma nel frattempo l’idea dell’attività alberghiera era sfumata. Dopo ci andavo in vacanza, perché mi piace la montagna”.

L’imputata è stata consigliere di circoscrizione nel capoluogo piemontese dal 2009 al 2016. Il pm Alberto Braghin le contesta 8.000 euro di rimborsi chilometrici indebitamente percepiti: “La somma si riferisce solo agli anni 2009 e 2010. Poi non l’ho più chiesti. E l’intera cifra l’ho restituita al Comune, sebbene la Corte dei Conti avesse li avesse già fatti confiscare”.

Anche G.N. ha già restituito i rimborsi percepiti, 980 euro, per “soli 12 viaggi andata e ritorno Sambuco-Torino per gli anni 2011-2012”. “Sono felice di aver la possibilità di chiarire la mia vicenda, perché mi sento infamato dall’accusa di aver rubato soldi al Comune”, ha esordito l’assicuratore N.

E ha continuato: “Presi la residenza a Sambuco nel 2009, fino al giugno 2012. Ero anche consigliere comunale in paese e avevo preso in considerazione la possibilità di rilevare il vecchio albergo, poi sfumata”. L’imputato ha sottolineato di aver frequentato assiduamente le riunioni di circoscrizione a Torino, così come certificato dai verbali e registrazioni audio delle sedute, ponendo fine alla sua attività politica nel 2016.

L’udienza è stata rinviata al 10 dicembre. Nel frattempo l’avvocato della difesa Maria Clotilde Ingrassia sta raccogliendo la documentazione per provare la sussistenza di “errori madornali nei conteggi dei rimborsi”.


Monica Bruna

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