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Cronaca | 09 novembre 2018, 18:00

Scippata del telefono ai Tetti Blu, la denuncia di una trentenne albese: “Nessuno mi è venuto in soccorso”

“E’ stato un errore inseguire un malvivente, perché poteva succedere di peggio. Ma quello che dovrebbe farci riflettere è la totale mancanza di aiuto che ho ricevuto”. “In questa zona già decine di episodi, serve una vigilanza nelle ore serali”

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Lei ha trent’anni, si chiama Roberta, ha una laurea in Scienze della Comunicazione e si occupa di marketing per una ditta di Cervere. Ha deciso di rendere pubblico quanto accadutole solo ieri sera, giovedì, nell’area dei Tetti Blu.

Ha deciso di farlo anche per chiedere che chi di dovere intervenga per assicurare maggiore sicurezza in un quartiere della città nel quale, spiega, “sono ormai decine le storie di furti, rapine ed episodi di mancato soccorso”. 

Ecco il suo racconto.

Erano le 20.30 circa, avevo deciso di fare due passi e stavo camminando col cellulare in mano lungo la strada che da viale Masera porta verso la rotonda del cimitero. Quasi all’altezza dello svincolo per corso Europa un uomo sotto la quarantina, alto e robusto, vestito di blu e dal capo coperto, si è avvicinato e all’improvviso mi ha semplicemente strappato il cellulare dalle mani”. 

Istintivamente l’ho inseguito, avvicinandomi alla zona dei Tetti Blu. Giunta in un’area non illuminata sono arretrata, per poi riprendere il mio inseguimento. Mi sono avvicinata alle case urlando, sperando di trovare aiuto. Il delinquente si è avvicinato alla zona della spazzatura per poi sparire. Una donna dal terzo piano mi ha indicato la direzione in cui cercarlo, ma ormai si era dato alla fuga, scomparso. I carabinieri sono arrivati poco dopo, chiamati purtroppo già in ritardo”.

Ancora Roberta: “Per quanto sia stato un errore inseguire un malvivente, perché poteva succedere di peggio, quello che dovrebbe farci ragionare è la totale assenza di soccorso che ho ricevuto. In una città nella quale le relazioni perdono di significato, anche delle grida di aiuto sono ormai uno spettacolo televisivo, non sono più funzionali a una manifestazione di spavento e a una richiesta di intervento. Il Comune o chi per esso dovrebbe provvedere a dare dignità ai singoli cittadini, regolari contribuenti, che sperimentano furti e rapine. La sicurezza è un bene costituzionalmente tutelato e ancor di più deve esserlo in una città come Alba. Serve con urgenza una pattuglia dedicata all’area dei Tetti Blu”. 

Quando la gente smette di reagire è già morta – conclude il suo racconto Roberta –. Chiedo un segno di presenza al Comune e alle autorità, affinché non ci lascino soli, una zona franca nella nostra rinomata città”.

Ezio Massucco

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