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Eventi | venerdì 09 novembre 2018, 14:39

Congresso sul cambio generazionale a Sanremo con la cebana Patrizia Merlino

“L'idea di questa conferenza - ha detto l'organizzatrice - è nata quando, alcune settimane fa, ho ritirato a Parma un premio in memoria di mio padre, considerato pioniere nel suo settore industriale, avviato nel 1960"

Congresso sul cambio generazionale a Sanremo con la cebana Patrizia Merlino

Si è svolto questa mattina il congresso sul cambio generazionale organizzato da Patrizia Merlino, titolare della Merlino Pubblicità con sede a Ceva come si definisce lei “portatrice sana del cognome di famiglia” che ha pensato ad un evento per chi sta affrontando tale importante passaggio nella propria azienda.

L'idea di questa conferenza - ha detto l'organizzatrice - è nata quando, alcune settimane fà, ho ritirato a Parma un premio in memoria di mio padre, considerato pioniere nel suo settore industriale, avviato nel 1960; l'azienda oggi vede il passaggio alla seconda generazione, che ne assume onori ed oneri. In questa occasione ho potuto confrontarmi con il Presidente Assoprom (Associazione Italiana Produttori e Distributori Articoli Pubblicitari e Promozionali) e con la Presidente Nazionale di AIDDA (Associazioni Imprenditrici e Donne Dirigenti d'Azienda) per organizzare un evento che interessasse gli imprenditori così come chi, in ambito politico, è incaricato di fornire supporto all'economia locale. Affrontare un cambio in un'azienda di famiglia non è facilissimo: I 'figli d'arte' si sentono spesso dire frasi fatte. E' vero siamo fortunati per certi versi, ma bisogna essere portati e amare il lavoro che si sta ereditando, bisogna aver soprattutto voglia di supportare le difficoltà per farsi rispettare, perché rimani comunque 'figlio di'” così Patrizia Merlino ha introdotto l'evento di questa mattina.

Presente il vice Presidente della Regione Liguria, Sonia Viale che è intervenuta al convegno con alcune considerazioni personali: “Le tradizioni il passaggio di consegne di generazione in generazione è un punto di arrivo, che ha la fortuna da una parte di essere posticipata più in là nel tempo, quando, come si dice ' i figli mettono la testa a posto', cioè al termine di un percorso che li porta a scegliere con volontà di proseguire la strada di famiglia. Vi chiedo, durante questo appuntamento, di darmi degli spunti per elaborare una politica concreta e seria su questi temi, per collaborare attivamente”.

Il vice Sindaco di Sanremo Costanza Pireri ha così inquadrato l'argomento:Porto il saluto del Sindaco Alberto Biancheri, oggi fuori città, anche lui 'figlio d'arte' che vive in prima persona questo grande pathos. Il tema del cambio generazionale mi trova particolarmente attenta e sensibile perché il nostro futuro economico si basa su ciascuno di voi. Penso che questo passaggio rappresenti una fase delicata e complessa della vita dell'impresa, della realtà famigliare e delle persone impiegate nella struttura. La tecnologia modifica il modo di lavorare: essere aperti al nuovo mantenendo la radice della nostra storia”.

E' intervenuto anche il Presidente Aidda Nazionale, la dottoressa Claudia Torlasco Mastelli: ”Ho lavorato in un'azienda di famiglia collaborando con mio marito. Le competenze di un'azienda di questo genere si assorbono in una vita, ogni giorno un po' per volta. Lo spirito imprenditoriale è la cosa più bella che ci sia, è un lavoro che non termina mai: faticoso, ma pieno di soddisfazioni. Anche le nostre tre figlie hanno deciso e chiesto di entrare in azienda. Diventare presidente dell'Aidda è stata una grande soddisfazione, che mi hanno portato ad essere anche rappresentate italiana al G20 ovvero il W20 a Buenos Aires. Le competenze di un'azienda le assorbi in una vita”.

Per il Presidente Assoprom, Paolo Cattaneo La nostra associazione contra circa 114 aziende associate ed è nata nel 1988 con lo scopo di seguire determinate normative che i vari governi imponevano e impongono nel nostro settore. Nel 2009 Patrizia ha ideato il Promo Road Show, primo roadshow del settore e da sei anni è un successo”.

Durante l'evento è intervenuto l'editore di Morenews Enrico Anghilante che ha ripercorso la storia di alcuni storici giornali liguri e nazionali, nati come aziende di famiglia in un excursus che ha portato all'attuale situazione dell'editoria online.

Al tavolo dei relatori presente Daniel Genah, imprenditore: “Porto la mia esperienza personale di cambio generazionale, forse diversa dal solito. Nel nostro caso il cambio non è stato né programmato né organizzato: come un salto senza paracadute, ma una storia a lieto fine. A 23 anni mi sono laureato e ho avviato una mia attività. Mio papà ha iniziato a chiedermi di collaborare con lui per qualche ora e io ho scoperto con sorpresa che tutto quello che avevo respinto da studente fino alla prima età adulta in realtà mi piaceva. Così ho iniziato a lavorare nell'azienda di famiglia. Con il senno del poi, dopo 10 anni di transizione, ho pensato ad un cambio generazionale e al suo supporto. Ciò implica una maturazione di ruolo, un'importazione di valori di conoscenza e una trasformazione. Credo sia fondamentale non calare mai una seconda generazione dall'alto. Fare un cambio generazionale vuol dire permettere all'azienda di rimanere all'interno della famiglia, ma allo stesso tempo permettere una sua evoluzione”.

Sulla psicologia ed il cambio generazionale è intervenuta anche la psicologa Laura Arpenti: “Il compito di uno psicologo in una situazione come questa è innanzitutto ascoltare, attivamente. Ed è quello che ho fatto oggi. Il termine stesso 'generazione' è un carico che va portato e gestito; è chiaramente difficile perché si parla di un gruppo di persone che ha un legame, tra passaggi culturali e aspettative reciproche, dove il ruolo del padre, della madre e del figlio vengono visti sotto un altro punto di vista. Il legame comporta un flusso di affettività, che va a toccare la dinamica delle persone nel loro profondo. Il cambiamento, se effettuato in modo sbagliato ha conseguenze non solo personali, ma sociali, aggravando il peso del passaggio. La parte di attenzione a chi ci lascia la sua 'eredità' è un aiuto sia per chi lascia un ruolo, sia per chi lo assume, dove il rispetto diventa il valore principale. La differenza fra quando è un padre o una madre a gestire un'azienda è un grande aspetto da considerare, perchè riflette come le stesse funzioni affettive, nella famiglia, sono differenti”.

Sul cambio generazionale ed i flussi finanziari l'intervento di Cinzia Calvini di San Paolo Invest: “Io non sono figlia di imprenditori, ma ascoltare le testimonianze di chi lo è è particolarmente toccante. Proteggere il patrimonio è essenziale studiando strategie e strumenti adatti. Attualmente le imprese familiari sono condotte da over 60; quelle che arrivano in seconda generazione sono il 50% e in terza generazione il 15%. In tale contesto la pianificazione e la successione sono fondamentali”.

Ultimo intervento affidato al commercialista Stefano Gobbi: “Ricordo che uno dei primi regali ricevuti da bambino fu una macchina da scrivere. Il passaggio generazionale è nato in me fin da piccolo: ogni pomeriggio passavo da papà in ufficio e sulla scrivania, ricordo, aveva tanti fogli; mi 'assunse' come collaboratore per sistemarli, tramite stretta di mano e da quel momento il nostro patto non è mai più stato rotto. L'idea di mio papà era entrare nel cuore del cliente; se sei un freddo calcolatore come si pensa generalmente sia il commercialista, sarà difficile avere soddisfazioni: è importante sentire qualcosa per raggiungere assieme un obiettivo. Parlare di passaggio generazionale è come seguire una gravidanza: la parte pulsante è coordinare e vedere se all'interno dei futuri imprenditori c'è la volontà di seguire il percorso avviato dai genitori. Lo si percepisce dai primi approcci dei figli che iniziano a bazzicare in azienda, quando arriva un macchinario nuovo, quando si cambiano i colori del marchio: quasi come delle piccole concessioni che ci sono da padre in figlio.Non sempre il percorso è in discesa: ci sono i raffronti, c'è il momento dell'ascolto, dell'apprendimento. Occorre saggezza, pazienza, prudenza, lungimiranza e tanta intelligenza: l'imprenditore che deve passare la mano ha bisogno di metterli tutti assieme, anche se non sempre è facile”.

redazione

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