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Ad occhi aperti | 10 novembre 2018, 13:30

Non siamo né soli, né speciali nell'universo - Prometheus

Siamo esattamente come tutte le altre specie di esseri viventi - qualunque sia la loro razza d’appartenenza: cerchiamo di sopravvivere. Siamo già, tutti, “uguali davanti al Signore”

Non siamo né soli, né speciali nell'universo - Prometheus

“Prometheus” è un film di fantascienza di produzione angloamericana del 2012 scritto da Jon Spaihts e Damon Lindelof e diretto da Ridley Scott.

La pellicola segue l’avventura dell’equipaggio della nave “Prometheus”, che dopo aver rinvenuto una mappa interstellare si mette alla ricerca del pianeta da cui - presumibilmente - proviene la razza di creature aliene responsabili della nascita della vita sulla Terra. Quello che troveranno, invece, è una terribile minaccia non solo alla loro stessa incolumità, ma a quella di ogni essere vivente.

Vedi alla voce “asteroide/cometa interstellare”, ovvero un oggetto astronomico che proviene da un altro sistema solare simile al nostro, la cui esistenza è stata per decenni ipotizzata dagli addetti ai lavori ma che prima della scoperta di 1I/’Oumuama non era mai stata davvero concretizzata. 

Sono certo, miei cari cinque lettori settimanali, che abbiate notato la notizia della scoperta di ‘Oumuama (il passaggio direi di no, ovviamente), il “viaggiatore venuto da lontano” che di fatto ha posto un’importante pietra miliare nell’ambito scientifico, un passo - non proprio piccolo - in più sulla strada dell’abbandono definitivo dell’idea che noi esseri umani si sia soli all’interno dell’universo. 

La stessa convinzione che anima il genere cinematografico e letterario della fantascienza sin dalla sua nascita. La stessa che anima, ovviamente, l’opera (perché di opera si tratta, in questo caso e in quello del sequel Alien:Covenant) di Ridley Scott, maestro indiscusso del genere su pellicola. 

L’intero franchise di Alien - di cui Prometheus e Covenant sono ovviamente parte integrante - è senza alcun dubbio uno dei due o tre più celebri dell’horror e della fantascienza. E queste due ultime pellicole di Scott sono altrettanto senza dubbio tra quelle più discusse e malsopportate: insomma, Prometheus parrebbe essere piaciuto a Scott e alla sua famiglia. 

Ma è in effetti una delle opere filmiche di genere più grandi degli ultimi anni, che ha come tema centrale principale le convinzioni degli esseri umani e fino a che punto - sì, anche di idiozia - queste possano portarli. E la convinzione più straordinaria, insensata e fondante delle nostre vite, volenti o nolenti, è quella di essere non solo in cima alla catena alimentare del nostro pianeta ma soprattutto in cima a quella universale. Di essere soli, insomma, tra le stelle. 

E invece non lo siamo, e non lo siamo mai stati. Né soli, né unici. Siamo esattamente come tutte le altre specie di esseri viventi - qualunque sia la loro razza d’appartenenza: cerchiamo di sopravvivere. Siamo già, tutti, “uguali davanti al Signore”. 

Sono sinceramente contento della scoperta di ‘Oumuama, come un bimbo che si trova davanti Babbo Natale in carne e ossa. Probabilmente penserete che sia una notizia da poco e che abbia ben poco a che fare con la nostra provincia, o con la vita concreta in generale. E invece no: non vi sentite un po’ meno in diritto di prendere davvero tutto sul serio, sapendo di non essere per nulla speciali, particolari o unici? Beh, io sì.

simone giraudi

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