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Attualità | venerdì 16 novembre 2018, 18:30

454mila euro per i lavori “attesi ed importanti” di messa in sicurezza del ponte Po a Cardè

Il progetto prevede opere di pulizia generale dell’alveo, ricalibratura della sponda sinistra intorno al ponte, realizzazione di una nuova scogliera a diesa del ponte, interventi di difesa idraulica

Il ponte sul Po a Cardè

Il ponte sul Po a Cardè

Partiranno nella seconda metà del 2019 i lavori di messa in sicurezza e sistemazione idraulica del ponte sul fiume Po, a Cardè.

Si tratta di un intervento che rientra nel piano di finanziamenti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, volto ad aumentare la sicurezza delle infrastrutture stradali provinciali, vale a dire i ponti, che riguardano il fiume Po.

Sul ponte scorre la strada provinciale numero 29. L’infrastruttura, realizzata tra gli anni 1914 e 1919, nel 2004 – durante alcune opere di manutenzione - aveva subito gravi danni, con abbassamento del pilastro centrale (in pieno alveo del Po) di circa 40 centimetri.

Il ponte era stato chiuso immediatamente al traffico. All’epoca si era valutata la demolizione, con la successiva ricostruzione di un ponte senza pilastri e con doppia corsia di marcia. Un’eventualità poi bloccata dalla Soprintendenza per i beni architettonici, dal momento che l’opera era stata riconosciuta come “monumentale”.

Si era intrapresa dunque la strada del restauro strutturale e architettonico.

I lavori durarono per anni. Accanto al ponte “in manutenzione” la Provincia di Cuneo aveva disposto il posizionamento di un “bailey”, che aveva garantito la transitabilità del tratto di strada provinciale.

Il 23 ottobre del 2013 il ponte venne riaperto, al termine dei lavori che costarono più di 3milioni di euro.

Dapprima si sollevò, con l’ausilio di 20 martinetti idraulici, il pilastro “sprofondato”, consolidando le fondazioni e gettando nuove fondamenta. Poi si proseguì con il ripristino dell’impalcato.

I test di collaudo, a lavori ultimati, certificarono la portata di veicoli, camion e trattori.

Smontare il “bailey” costò 70mila euro, compresi i lavori di risistemazione dell’area e delle sponde del fiume.

Ora giunge notizia di nuovi interventi, previsti dal progetto di fattibilità tecnica e contabile, approvato dalla Provincia di Cuneo, che ammonta a 454.280 euro.

L'intervento – spiega il vicesindaco Matteo Morena - consiste nel rifacimento e rinforzo delle attuali difese spondali dell'alveo del fiume, nei pressi del ponte, che dista poche centinaia di metri dalle prime abitazioni del centro abitato.

I lavori riguarderanno sia le sezioni a valle che quelle a monte del ponte, così da garantire una maggiore sicurezza ed un migliore deflusso delle acque durante gli eventi di piena del fiume”.

È previsto il completamento di tutti i lavori di difesa idraulica avviati in questi anni sull’infrastruttura, prima per quanto riguarda il ponte, poi sulle fondazioni. – spiegano dalla Provincia di Cuneo - L’ipotesi di progetto prevede, in sintesi, lavori di pulizia generale dell’alveo e di ricalibratura della sponda sinistra nell’intorno del ponte della provinciale 29, ma anche la realizzazione di una scogliera a difesa della spalla del ponte in sponda sinistra, l’eventuale sistemazione di pennelli in sponda sinistra a monte del ponte, un intervento puntuale di difesa idraulica intorno alla pila del ponte in sinistra orografica e la realizzazione di un sistema di soglie di fondo in massi necessarie a stabilizzare il fondo alveo”.

Lavori che il vicesindaco Morena definisce “importanti” e “attesi da tempo”: “verrà migliorata la sicurezza del ponte stesso, vista l’elevata intensità di traffico a cui è sottoposto”.

Al momento è già stato incaricato lo studio “GeoRilievi Associati” di Saluzzo per effettuare il rilievo topografico del tratto di alveo interessato dall'intervento.

I lavori invece sono in programma per la seconda metà del 2019.

Flavio Manavella, vicepresidente della Provincia di Cuneo: “La Provincia realizzerà l’intervento, con fondi ministeriali, che non riguarderà la struttura del ponte ma l’alveo del fiume. Pur con tutte le difficoltà derivanti dalla carenza di personale che attualmente affligge l’ufficio tecnico provinciale, contiamo di arrivare all’appalto in primavera”.

Nicolò Bertola

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