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Attualità | 17 novembre 2018, 07:03

Lo stress colpisce l'83% dei cuneesi. Le cause: difficoltà economiche, lavoro poco soddisfacente e relazioni complicate

È quanto emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua sul welfare. Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica.

Lo stress colpisce l'83% dei cuneesi. Le cause: difficoltà economiche, lavoro poco soddisfacente e relazioni complicate

L’83% dei cuneesi dichiara di essere troppo stressato, sottoposto a un carico di pressioni, incombenze e preoccupazioni che riduce la qualità della vita e arriva molte volte a incidere negativamente sulla salute, il lavoro e le relazioni sociali.

È quanto emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua sul welfare (Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica).

Le principali fonti di stress per gli abitanti di Cuneo sono le difficoltà economiche (57%) e il lavoro (57%). Seguono, in terza posizione, i problemi di salute (54%), ma anche la relazione con il partner (33%) e la gestione e l’educazione dei figli (30%).

Tra i disturbi correlati allo stress che più condizionano la vita dei cuneesi, l’eccessiva stanchezza, spesso generata da insonnia (70%), gli sbalzi d’umore (59%), la tachicardia o l’emicrania (11%) e la tensione muscolare (15%).

Come gestire, allora, tutto questo stress? In generale, per il 48% degli abitanti di Cuneo, il rimedio principe è un’attività fisica regolare, ideale per scaricare la tensione e ritrovare il proprio equilibrio. Tra le discipline considerate più efficaci, il 70% sceglierebbe la corsa, il 556% al nuoto e il 42% si affiderebbe ad attività rilassanti come yoga, pilates e meditazione.

Ma oltre allo sport, secondo i cuneesi è possibile combattere gli effetti negativi dello stress anche attraverso l’alimentazione, ad esempio bevendo infusi e tisane rilassanti (52%), sedute di fisioterapia e massaggi (35%) e frequentando centri termali (26%). Per un ulteriore 11%, infine, la soluzione è ricorrere ai farmaci.

Capitolo lavoro. Se l’attività lavorativa è fonte di stress secondo più di un cuneese su due, la prima causa scatenante è l’insoddisfazione economica (46%), dovuta a una remunerazione insufficiente e comunque non in linea con le proprie aspettative, seguita dai carichi e ritmi di lavoro spesso pressanti (43%) e dalla mancata realizzazione professionale (39%), che aumenta il senso di inadeguatezza e di insuccesso.

Tra le altre fonti stress, il clima competitivo all’interno dell’azienda (41%), che porta a vivere in modo non sereno l’ambiente di lavoro, la carenza di tempo per sé (39%), e il pendolarismo (37%).

L’azienda stessa, tuttavia, può fare la sua parte e mettere in campo misure di welfare per affrontare e gestire lo stress lavoro correlato. In cima ai desiderata dei cuneesi, la flessibilità oraria e lo smartworking (63%), che permettono una migliore conciliazione dei tempi e degli impegni lavorativi con quelli della vita privata. Il 28% vorrebbe invece usufruire di un abbonamento a un centro fitness  e un ulteriore 26% vorrebbe poi che venisse messa a disposizione dei dipendenti un’apposita sala relax. 

Comunicato stampa

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