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Cronaca | 17 novembre 2018, 12:30

False sponsorizzazioni sportive per eludere il fisco: assolti i legali rappresentanti di due aziende dell’Albese e del Braidese

Il Tribunale di Asti ha verificato la regolarità delle spese pubblicitarie sostenute dalle società rispettivamente per 100mila e 43mila euro

Le due assoluzioni sono state pronunciate nell'ambito di altrettanti procedimenti aperti dal Tribunale di Asti

Le due assoluzioni sono state pronunciate nell'ambito di altrettanti procedimenti aperti dal Tribunale di Asti

Il fatto non sussiste. Questa la conclusione con la quale presso il Tribunale di Asti è stata pronunciata sentenza di assoluzione nei confronti dei legali rappresentanti di due società – rispettivamente dell’Albese e del Braidese – coinvolte in altrettanti distinti procedimenti, accomunati però dall’identica contestazione: l’emissione di fatture per operazioni inesistenti al fine di evadere imposte.

I rilievi elevati alle due aziende erano riconducibili a una stessa importante operazione condotta anni addietro dal Nucleo di Polizia di Tributaria di Rimini: una complessa attività d’indagine che, tramite perquisizioni, intercettazioni telefoniche e ambientali e il sequestro di svariata documentazione, aveva acceso i riflettori sulle sponsorizzazioni sportive raccolte nel triennio 2012-2014 dal promotore di alcune corse rallistiche.
Un giro di operazioni per un ammontare di circa 10 milioni di euro che, secondo gli inquirenti, sarebbero in realtà servite a eludere il fisco, con proventi che venivano poi trasferiti all’estero.

Pur marginale rispetto all’entità complessiva delle operazioni contestate – rispettivamente per 100mila e 43mila euro –, il coinvolgimento delle due aziende cuneesi è stato alla fine escluso dai giudici astigiani, come spiega il loro legale, l’avvocato albese Matteo Ponzio: “Nel corso dell’istruttoria abbiamo dimostrato con evidenza che vi erano regolari contratti di sponsorizzazione, che le corse si erano effettivamente svolte, che le vetture riportavano i loghi delle aziende coinvolte e che le fatture erano state saldate con metodi di pagamento tracciabili, senza che fossero poi oggetto di successivi storni o rimborsi. Anche l’Agenzie delle Entrate ha riconosciuto l’effettività di quelle prestazioni”.

Ezio Massucco

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