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Sanità | 17 novembre 2018, 10:02

In attesa del contratto di lavoro da dieci anni, scendono in piazza i medici-veterninari dell'ASL Cn1

Riceviamo e pubblichiamo

Foto generica

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Gentile Direttore,

le sottoscritte sigle sindacali della dirigenza medico-veterinaria della ASL CN1, al termine dell’assemblea tenutasi a Savigliano il 29 ottobre e volta ad analizzare lo stato della trattativa nazionale sul rinnovo del contratto di lavoro, del quale sono in attesa da 10 anni, si rivolgono con questo comunicato alla popolazione della ASL CN1 per avvisarla che il giorno 23 novembre aderiranno, pur con dispiacere, allo sciopero che vedrà uniti nella protesta tutti i dirigenti medici e veterinari d’Italia.

Dopo dieci anni durante i quali si è verificato un grave indebolimento del potere d’acquisto della retribuzione della dirigenza medico-veterinaria insieme ad una notevole riduzione del personale in servizio cui ovviamente è corrisposto un aumento del carico di lavoro, non resta che ricorrere allo spiacevole strumento dello sciopero, nella speranza che possa indurre il Governo ad accogliere le seguenti rivendicazioni:

- l’incremento delle risorse economiche destinate alla retribuzione dei dirigenti per portarle semplicemente allo stesso livello percentuale di quelle destinate a tutte le altre categorie del pubblico impiego che hanno già rinnovato il loro contratto o si accingono a farlo: poiché sono le Regioni che devono farsi carico della retribuzione dei medici e veterinari l’incremento economico dovrà per forza realizzarsi attraverso l’incremento del fondo sanitario nazionale destinato alle Regioni, che così non saranno costrette, per venire incontro alle sacrosante esigenze dei professionisti, a ridurre le risorse necessarie all’erogazione dei servizi sanitari ai cittadini;

- la riduzione del carico eccessivo di lavoro derivante dall’assottigliamento patologico degli organici, destinato ad essere aggravato dal prossimo pensionamento di molti dirigenti e dalla fuga di molti altri verso la sanità privata che garantisce stipendi maggiori, obiettivo da raggiungere attraverso un piano di assunzioni di dimensioni adeguate, e non con l’incremento spudoratamente proposto dell’orario minimo di lavoro settimanale da 38 a 48 ore;

- il finanziamento di almeno 3.000 nuovi contratti di formazione specialistica, per garantire una programmazione dei fabbisogni formativi tale da combattere il sempre più frequente e disperante fenomeno dei concorsi di assunzione che vanno deserti per mancanza di specialisti, minaccia grave ed imminente per la sopravvivenza del nostro Servizio Sanitario Nazionale, di cui l’allungamento delle liste d’attesa e le interminabili code in pronto soccorso costituiscono solo un primo timido assaggio;

Da ultimo segnalano quelle che sono le cifre del disagio: 15.000 medici mancanti nel 2018, 45.000 medici mancanti tra 2019 e 2023, 70.000 posti letto tagliati dal 2000, 15 milioni di straordinari non pagati ogni anno, salari fermi da 10 anni, con progressiva e grave perdita del potere d’acquisto.

ANAAO-ASSOMED, CIMO, FP CGIL, FVM, ANPO-ASCOTI-FIALS

redazione

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