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Ad occhi aperti | 18 novembre 2018, 07:10

Dando per scontato senza rendersene conto - The Post

Viviamo nell'epoca più connessa della Storia, trovare informazioni è tanto facile, troppo facile... e proprio per questo dovrebbe esserci chiaro che niente è “per sempre”

Dando per scontato senza rendersene conto - The Post

“The Post” è un film americano del 2017 scritto da Liz Hanna e Josh Singer e diretto da Steven Spielberg.

La pellicola riprende lo scandalo dei Pentagon Papers (antecedente di alcuni mesi rispetto al più celebre ancora Watergate), incentrato sulla pubblicazione da parte di The Post e New York Times di diversi documenti segreti in merito all'andamento della guerra in Vietnam.

Brutta settimana, questa, per essere un redattore quasi-trentenne di un quotidiano online. Mi verrebbe da dire “per essere un giornalista qualunque” ma sapete, penso che le cose si siano messe male per la categoria già parecchio tempo fa, quindi sarebbe sbagliato uscirsene con un concetto come questo.

E comunque. Spero stiate bene, miei cari quattro lettori, perché io non molto; al di là della condizione di salute non proprio ottimale (evviva il cortisone e sia lodato l'antibiotico), questa settimana è stata una delle più difficili da portare fino alla fine per me. E, allo stesso tempo, una di quelle che professionalmente parlando ho sentito di affrontare con più orgoglio ed entusiasmo.

Di questo – pare strano – ma devo ringraziare alcuni esponenti di spicco del nostro Governo, che hanno deciso di regalare all'interno paese (diciamolo, in gran parte d'accordo) la propria precisa definizione di che cosa sia “la maggior parte dei giornalisti”. Epiteti poco eleganti vari, qui, che non ripeto perché se non li avete sentiti vuol dire che avete vissuto su Marte negli ultimi dieci giorni.

Che delle uscite come quelle a cui abbiamo dovuto assistere – e mi dispiace, ma l'idea di rendere pubblica una “lista di giornali amici” è la più terrificante di tutte – esistano nello stesso universo e nella lista linea temporale di un film come “The Post” penso sia una delle razionalizzazioni più turbanti che mi sia mai toccato sperimentare in vita.

Quindi non dirò nulla sul film: è Spielberg, non può essere un brutto film, c'è poco da parlare. Guardatevelo.

Il definire come sono stati definiti i giornalisti non è soltanto uno schiaffo in faccia a una miriade di persone che hanno deciso di fare della propria vita un sacrificio continuo – diverso, forse meno incisivo rispetto a molti altri - , ma anche l'umiliazione di uno dei pilastri su cui si fonda la democrazia moderna.

É una cosa grave. Seriamente. Sto esagerando? Sono di parte? Forse, ma non credo.

Perché quelle frasi – dette senza dubbio senza avere NESSUNA contezza di cosa sia, concretamente, il mondo del giornalismo e da quali persone ne facciano parte - sono figlie di una tendenza terrificante che rappresenta proprio il nostro XXI° secolo: l'incapacità totale di rendersi conto che i diritti e la libertà che ne costituiscono il terreno necessario non sono elementi immutabili della nostra società.

Viviamo nell'epoca più connessa della Storia, trovare informazioni è tanto facile, troppo facile... e proprio per questo dovrebbe esserci chiaro che niente è “per sempre”. Non lo è il diritto all'informazione, non lo è la libertà di farla e non lo è nemmeno la libertà di usufruirne. Nemmeno noi esseri umani.

simone giraudi

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