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Eventi | lunedì 19 novembre 2018, 11:45

A Busca il racconto di Ernesto Francotto incanta ancora

Ricordato al Teatro Civico il grande benefattore, uomo di scienza e d'arte, "innamorato di Busca"

A Busca il racconto di Ernesto Francotto incanta ancora

I suoi amici più cari, che lo conobbero e da “gionvicelli”, lo hanno ricordato con affetto e gratitudine venerdì 16 novembre scorso al Teatro Civico, per iniziativa della Città, ed erano in molti con loro in sala, alcuni che ne conservano ancora la memoria diretta,  altri che non fecero in tempo a vederlo passare per le vie della città e che, però, lo hanno amato in altri modi, leggendone le poesie, ammirandone i dipinti o, semplicemente, rimanendo incantati davanti alla più celebre fotografia di lui, Ernesto Francotto, che ora giganteggia nell’atrio della galleria d’arte che fu la sua casa.


Bianchi capelli scarmigliati alla Einstein, ma occhi immensamente più delicati, che esprimono vicinanza, empatia, che rassicurano: “guarirai con me – dicono, con la voce del medico – attraverso la scienza o l’arte, vedremo. Attraverso il pensiero dell’uomo, comunque. Non con magie né con preghiere”.

E’ stato tanto Francotto per Busca, uno dei più grandi benefattori e uomini di cultura, certo. Ma anche  altro.  Nel cinquantenario della morte il Comune ha inventato una nuova iniziativa che prende il titolo di “Innamorati di Busca”, dove la prima parola ha il doppio significato, come aggettivo e come esortazione verbale, e che continuerà con altri incontri che avranno per protagonisti persone significative della storia cittadina che hanno lasciato un segno a Busca.

Ospiti del sindaco, Marco Gallo, sono saliti sul palco il musicista Bruno Pignata, il medico Diego Beltrutti, l'architetto Gianni Arnaudo, il professor Luigi Chiamba, mentre Giangi Giordano conduceva la conversazione e leggeva poesie scelte.

Emozionante davvero la sorpresa di sentire prima di tutto proprio la sua voce in sala. E’ lui in persona, Francotto, che recita una alcune delle sue poesie ad aprire e chiudere la serata, che si è dipanata per due ore “senzafiato”, con il sottofondo delle musiche del suo amato Chopin e con  la proiezione di un’ottantina dei suoi dipinti.

Tutto ciò non sarebbe stato possibile se un suo “discepolo”, Ubaldo Marongiu, non avesse registrato su nastro le sue recite e, venuto a mancare anche lui, la figlia Maura non l’avesse conservato e se Bruno Pignata non avesse avuto un vecchio magnetofono da cui trasformare in file i suoni e se egli stesso non avesse conservato le fotografie dei quadri, anch’esse riprodotte in formato digitale e proiettate durante la serata. 

Ognuno degli ospiti ha raccontato con parole autentiche e anche divertite il proprio Francotto, il medico, il pittore, il poeta, con l’augurio che anche i buschesi di domani ne tramandino il ricordo alle future generazioni e, per questo, l’evento è stato replicato al sabato mattina a beneficio degli allievi delle classi di seconda e terza media, anch'essi rapiti dal racconto di questo uomo buono  e generoso, che sapeva di scienza e d'arte e che nella "sperduta" Busca  aveva l'ardire nei sui dipinti di presentarsi con ispirate pennellate espressioniste.

comunicato stampa

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