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Attualità | martedì 20 novembre 2018, 19:16

“Nessuno vuole escludere Francesco”. Il Provveditore Maria Teresa Furci sul tema inclusione: “Servono Piani Educativi Individualizzati perché ogni disabilità è diversa”

In Granda gli alunni a cui sono stati diagnosticati disturbi dello spettro autistico sono 427: 103 alla scuola dell'infanzia, 186 alla primaria, 70 alla secondaria di primo grado e 68 alla secondaria di secondo grado. Gli insegnanti di sostegno sono 1.632

Il Provveditore agli Studi Maria Teresa Furci

Il Provveditore agli Studi Maria Teresa Furci

“Nessuno vuole escludere Francesco. L'inclusione di ragazzi con disabilità è un problema sociale da affrontare a livello nazionale con maggiore presenza. Servono tempo, strutture e formazione”. A parlare è Maria Teresa Furci, Provveditore agli Studi della Granda. Non si è tirata indietro nel commentare la vicenda del ragazzo autistico che, dal 18 ottobre, non frequenta più il liceo “De Amicis” di Cuneo.

Secondo mamma Claudia “escluso perché considerato un caso troppo difficile da gestire”. Parole forti che hanno fatto il giro del web e scatenato un'ondata di solidarietà senza precedenti con post e selfie sulla sua pagina Facebook che arrivano da tutta Italia.

“E chi non sarebbe solidale? - commenta il Provveditore -. Tutti siamo solidali. L'inclusione è un concetto bellissimo ma non sempre pienamente realizzabile”.

Cosa si intende per inclusione?
Pensare che un alunno con disabilità possa fare le stesse cose degli altri, è sbagliato. Inclusione significa essere in grado di offrire ciò di cui il bambino ha bisogno, e ciò che fa stare bene il bambino a scuola. Può anche essere che l'orario scolastico risulti troppo lungo e forzato. Per questo si punta al P.E.I., il Piano Educativo Individualizzato. Ogni disabilità è diversa e serve appunto un piano personalizzato, studiato con tutti gli attori coinvolti. Scuola, famiglia, Asl ed enti locali uniti per costruire un progetto educativo e di vita. Insomma, servono percorsi integrati dove un alunno possa frequentare la scuola nei tempi e nei modi a lui congeniali e favorevoli”.

Ogni fenomeno deve essere poi analizzato in termini numerici.
Sono circa 80mila gli studenti in Granda, dalla scuola dell'infanzia alla secondaria di secondo grado. Di questi, 2.433 sono studenti con disabilità intellettiva, ritardi cognitivi, psichici o motori. Cioè poco più del 3% del totale.
Ecco le cifre, aggiornate a fine settembre 2018: 259 frequentano le scuole dell'infanzia (asilo), 846 la primaria (elementari), 618 la secondaria di primo grado (medie) e 710 la secondaria di secondo grado (superiori).
Nello specifico, gli alunni a cui sono stati diagnosticati disturbi dello spettro autistico sono 427: 103 alla scuola dell'infanzia, 186 alla primaria, 70 alla secondaria di primo grado e 68 alla secondaria di secondo grado.
Gli insegnanti di sostegno sono 1.632, un numero che supera di gran lunga l'obbligo normativo che prevede un docente ogni due alunni con disabilità.

A numeri ci siamo. Gli insegnanti di sostegno però sono formati in modo adeguato?
“È un problema nazionale – risponde il Provveditore -: gli insegnanti di sostegno sono in numero inferiore rispetto ai posti disponibili. Molte scuole faticano a trovare docenti di sostegno e quelli assunti spesso vengono reclutati dalle graduatorie di posto comune e in molti casi non hanno la specializzazione per insegnare sul posto di sotegno. Questo è un problema annoso che non riguarda solo Cuneo”.

E gli alunni “normodotati”? Come vivono la presenza di compagni con disabilità?
“Tutti gli alunni sono portatori di diversità. Nella complicata fase adolescenziale, ogni ragazzo è spinto a mettere in campo il proprio 'Io', ed essere in contatto con la disabilità, aiuta. Tuttavia questo non deve diventare un subire una condizione che li limita. Chiunque ha lavorato nella scuola sa che l'autismo impone ritmi ripetitivi, evitare toni alti e gesti repentini. Cose non semplici in una classe di 20/25 ragazzi dove ci sono tante necessità e situazioni imprevedibili, che per gli autistici possono diventare fonte di forte stress. L'orario e il percorso scolastico quindi dovrebbero garantire il benessere di tutti. Inclusione sì, ma calata nella realtà individuale”.

Conosceva la vicenda di Francesco prima dell'ondata mediatica?
“Certo, la dirigente ci ha informato fin da subito. Domani mattina (mercoledì 21 novembre) ci sarà un incontro qui in Provveditorato con la famiglia, la scuola, l’ASL e la Provincia. Ci auspichiamo il dialogo per costruire insieme un percorso sulla specificità del caso e secondo le possibilità che ognuno può mettere in campo”.

 

cristina mazzariello

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