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Politica | 20 novembre 2018, 09:31

Gianna Gancia: “Non mi piace l’approccio del Governo verso le grandi opere del Piemonte”

I parlamentari locali di Lega e 5 Stelle non si dicono contrari al completamento dell’Asti-Cuneo, ma l’unica che si pronuncia senza timori reverenziali nei confronti dell’esecutivo è la capogruppo regionale del Carroccio

Gianna Gancia: “Non mi piace l’approccio del Governo verso le grandi opere del Piemonte”

Che cosa ne pensano i tre parlamentari cuneesi, espressione dei partiti che fanno parte del governo nazionale, Lega e Movimento 5 Stelle, della mobilitazione promossa dal sindaco di Alba, Maurizio Marello, per sollecitare una rapida conclusione dell’autostrada Asti-Cuneo?

Tutti e tre hanno “disertato” la manifestazione di venerdì scorso a Cuneo.

Li abbiamo interpellati per sentire dalla loro voce che cosa ne pensano al riguardo.

“Nessun retro pensiero politico rispetto alla mia assenza. Come ho avuto modo di spiegare all'Ascom di Alba – dice Flavio Gastaldi, deputato della Lega - la scadenza della presentazione degli emendamenti alla Legge di Bilancio mi ha trattenuto a Roma. Deve essere chiaro a tutti che non c'è una parte politica che spinge per il completamento e l'altra per il contrario. Tutti vogliamo, nel più breve tempo possibile, che si completi il tratto dell'Asti-Cuneo, aggiungendo come opere accessorie l'adeguamento della tangenziale di Alba e la realizzazione della bretella verso il nuovo ospedale. Tutto questo – aggiunge Gastaldi - rientra in una partita più grande, che comprende la revisione di tutte le concessioni autostradali ai concessionari che sappiamo essere oggi sproporzionate a favore di questi ultimi. La volontà del Governo – conclude l’esponente leghista - è stata ampiamente annunciata più volte, durante il mio question time di quest'estate e poi, negli stessi termini, nell'incontro avvenuto a Roma con i rappresentanti del territorio”.

Afferma Fabiana Dadone, deputata 5 Stelle: “Ero impegnata a Roma in Commissione congiunte Affari Costituzionali e Giustizia – spiega - a votare gli emendamenti sul disegno di legge anticorruzione. Resta il fatto che non avrei comunque preso parte alla manifestazione, non certo per disinteresse verso le problematiche del territorio, che mi sono premurata di illustrare al ministro Toninelli mesi fa, quanto piuttosto – aggiunge - perché si sta già lavorando sul tema a livello ministeriale come dimostra l'ultima comunicazione in merito e come è stato detto chiaramente ai sindaci in sede di incontro al Ministero. Indubbiamente – osserva polemicamente - è stato un colpo di scena vedere questa svolta barricadera della politica locale rimasta in attesa per 25 anni. Il che mi porta a pensare – annota - più a una campagna elettorale anticipata che ad una improvvisa presa di coscienza”.

Se il senatore e segretario provinciale della Lega Giorgio Maria Bergesio, da noi interpellato, preferisce non pronunciarsi, non così Gianna Gancia.

La capogruppo della Lega in Regione, intervistata durante la trasmissione televisiva “Piazza Pulita” qualche giorno fa, a precisa domanda se condividesse o meno l’atteggiamento del Governo a proposito delle grandi opere che riguardano il Piemonte, ha risposto con un secco “no”.

Una dichiarazione coraggiosa, forse addirittura temeraria.

L’ex presidente della Provincia Granda non ha timore a pronunciarsi senza infingimenti quando si tratta di segnare, ancora una volta, una presa di distanza dal pensiero unico salviniano, che sta caratterizzando questa stagione del suo partito.

Del resto, una parte non certo minoritaria della Lega cuneese non ha difficoltà ad ammettere (ovviamente a microfoni spenti, ndr) che il partito è ormai tutt’altra cosa rispetto a quando la causa federalista era la ragione sociale fondante del Carroccio.

Giampaolo Testa

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