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Attualità | 21 novembre 2018, 11:09

Autismo e inclusione: “La possibilità concreta che il diritto all'istruzione e all'educazione venga garantito ha le sue basi nella collaborazione tra servizi sanitari, scuola e famiglia”

Lo scrive sulla rivista “Autismo” il dottor Giuseppe Maurizio Arduino, responsabile del Centro Autismo e Sindrome di Asperger dell’Asl CN1. Nel 2017 l'Asl CN1 ha seguito 359 minorenni con disturbo da spettro autistico, 19 i maggiorenni. Nel territorio dell'Asl CN2 (Alba e Bra) i minori in carico sono stati 85. Il dato regionale invece si attesta a 2.840 casi di minorenni autistici

Immagine di repertorio

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Autismo e inclusione scolastica. Un tema delicato e difficile che, mai come in questi giorni, ha avuto una risonanza mediatica senza precedenti.

Tutta Italia si è mobilitata con Francesco, ragazzo autistico di 16 anni, che dal 18 ottobre non frequenta più il liceo “De Amicis” di Cuneo. Secondo mamma Claudiaescluso perché considerato un caso troppo difficile da gestire”.

Gli alunni a cui sono stati diagnosticati disturbi dello spettro autistico in Granda sono 427: 103 alla scuola dell'infanzia (asilo), 186 alla primaria (elementari), 70 alla secondaria di primo grado (medie) e 68 alla secondaria di secondo grado (superiori). Dati del Provveditorato agli Studi, aggiornati a settembre 2018. Gli insegnanti di sostegno sono 1.632.

Nel 2017 l'Asl CN1 ha seguito 359 minorenni con disturbo da spettro autistico, 19 i maggiorenni. Nel territorio dell'Asl CN2 (Alba e Bra) i minori in carico sono stati 85. Il dato regionale invece si attesta a 2.840 casi di minorenni autistici.

L'argomento è trattato da Giuseppe Maurizio Arduino nell'ultimo numero della rivista di ricerca clinica e psicoeducativa “Autismo e disturbi dello sviluppo”: “Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali e educativi nel caso dell'autismo. Verso una condivisione virtuosa tra sanità, scuola e famiglia”.

Arduino parte dalla normativa italiana: “La Legge quadro sulla disabilità (Legge 5 febbraio 1992, n. 104) aveva sancito con l'articolo 12 il diritto all'educazione e all'istruzione di tutti i bambini, compresi quelli con Disturbo dello Spettro Autistico. Nell'affermare questo diritto, il legislatore sottolineava il ruolo centrale delle figure educative, primi tra tutti gli insegnanti e i genitori, che contribuiscono, insieme agli operatori sanitari, alla messa a punto e alla realizzazione del Progetto Educativo Individualizzato (PEI). La possibilità concreta che il diritto all'istruzione e all'educazione venga garantito ha le sue basi nella collaborazione tra servizi sanitari, scuola e famiglia”.

In Piemonte è stato formalizzato un percorso composto da sette fasi: individuazione precoce; invio al servizio specialistico e fase di accoglienza; valutazione clinica multiprofessionale; restituzione della diagnosi; la valutazione funzionale; trattamento; passaggio dai servizi per l'età evolutiva ai servizi per l'età adulta.

Arduino sottolinea quanto sia importante la formazione del personale scolastico nella fase di valutazione: “Non è ininfluente per un bambino con autismo essere inserito in una classe in cui prevalgono le barriere (scarsa formazione degli insegnanti, ambiente rumoroso nel caso di un bambino iper-reattivo a livello uditivo, turn-over degli insegnanti, uso di metodologie educative non validate, ecc.), piuttosto che i facilitatori (insegnanti formati sull'autismo, uso di pratiche educative basate sulle evidenze, possibilità di agire per ridurre determinati stimoli sensoriali, continuità didattica, ecc.)”.

Formazione del personale che poi diventa rilevante nella fase del trattamento: “Con l'ingresso del bambino nella scuola dell'infanzia, il trattamento del bambino diventa necessariamente integrato, con un contributo essenziale della scuola, contesto in cui il bambino passa buona parte delle sue giornate e dove, nella maggior parte dei casi, è presente anche l'insegnante di sostegno. (…) Sebbene il principio della condivisione degli obiettivi, delle strategie di intervento e dei momenti di verifica del PEI (Piano Educativo Individualizzato) sia stato sancito a livello normativo più di 26 anni fa, nella pratica le difficoltà ad attuarlo sono tuttora evidenti. (...) Per quanto riguarda la scuola, le ore di insegnante o assistente/educatore messe a disposizione del bambino con autismo sono molte in tutti gli ordini di scuola, tuttavia la presenza in molti casi di una «delega» dell'alunno con autismo al solo insegnante di sostegno e la scarsa formazione degli insegnanti rendono solo parzialmente efficace l'impiego di queste risorse di personale. Sebbene l'attivazione di Master e Corsi di specializzazione per il sostegno abbia migliorato negli ultimi anni la situazione, quella della formazione degli insegnanti resta una delle criticità principali nell'implementazione di PDTAE (Percorsi Diagnosti Terapeutici ed Assistenziali) per l'autismo. Alla luce di queste problematiche e avendo in mente costantemente le linee guida internazionali, il mandato istituzionale e la normativa sopra indicata, i servizi sanitari, sociali e la scuola dovrebbero garantire la realizzazione delle diverse fasi del PDTAE, integrandosi ove necessario anche con altri soggetti privati che hanno in carico in bambino e condividendo tutto il percorso con la famiglia”.

Il trattamento dell'autismo è principalmente basato su strategie di tipo educativo – conclude Arduino nell'articolo -. La presa in carico di un bambino che presenta un Disturbo dello Spettro Autistico richiede la definizione di percorsi che oltre a essere - come nel caso di altri problemi di salute - diagnostici, terapeutici e assistenziali, devono avere anche un'importante componente educativa. La normativa italiana prevede una stretta collaborazione tra servizi sanitari e sociali, famiglia e scuola che possono attivare, in maniera condivisa, percorsi personalizzati sulla base di una accurata valutazione funzionale”.

Le tecnologie possono supportare questo processo. In Piemonte infatti è attivo il progetto PIA (Piattaforma Integrata per l'Autismo), una piattaforma Web che consente di condividere il progetto educativo di ciascun bambino e di mettere in rete informazioni e risorse per la formazione.

Giuseppe Maurizio Arduino è il responsabile del Centro Autismo e Sindrome di Asperger dell’Asl CN1 ed, essendo uno dei massimi esperti nazionali in materia di sindrome di Autismo, è stato selezionato dall’Istituto Superiore di Sanità per fare parte del gruppo di esperti che scriverà le nuove linee guida nazionali sulla diagnosi e il trattamento di bambini e adolescenti con disturbi dello spettro autistico.

cristina mazzariello

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