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Saluzzese | 21 novembre 2018, 21:53

Nel carcere di Saluzzo prosegue la protesta contro i pasti non graditi

I detenuti hanno lanciato il cibo contro i muri. La polizia penitenziaria ha riportato l'ordine dopo un'ora

Nel carcere di Saluzzo prosegue la protesta contro i pasti non graditi

 

Oggi, dopo l’apertura della 3^ sezione a regime aperto dove sono ristretti i detenuti comuni per la quasi totalità di origine straniera, alle ore 12.40 circa, i reclusi prendevano 'possesso' della sezione rendendo necessario la chiusura della porta principale e l'avvio del sistema dall’allarme da parte del personale di Polizia Penitenziaria. L’ordine interno veniva così ripristinato dopo circa mezz'ora ma nel frattempo i detenuti avevano trovato modo di lanciare contro le pareti ogni genere alimentare ricevuto tra cui uova, e altro imbrattando anche la porta principale.

Per quello che si è potuto apprendere, peraltro, le ragioni delle esternazioni da parte della popolazione detenuta sono da individuarsi nel fatto che a causa di lavori di ristrutturazione della cucina sarebbero servite ai ristretti derrate alimentari non cucinate e perciò non gradite dagli stessi. Nella serata di ieri, inoltre, sempre nel carcere di Saluzzo è proseguita la protesta dei detenuti ristretti nel reparto Alta Sicurezza che hanno continuato a battere le pentole contro le grate dei cancelli e delle finestre delle celle.

A dare la notizia è il Segretario Generale dell’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci che aggiunge:

"Quanto sta accadendo nell'istituto penitenziario di Saluzzo rasenta il grottesco e se non fosse per i gravi rischi che il personale di Polizia Penitenziaria in servizio nella struttura si trova a dover affrontare rispetto a così palesi condizioni di grave tensione, potremmo considerare più che ridicola la figura che stanno facendo i vertici dell'amministrazione penitenziaria in ambito locale e regionale.

Non è infatti ammissibile in alcun modo che un carcere italiano sia di fatto in completa balia dei gruppi organizzati di reclusi, quali che ne siano le motivazioni tanto da poter inscenare qualsiasi forma di protesta ed assumere qualsiasi comportamento contrario alle regole di legalità e civile convivenza non per pochi attimi ma purtroppo per giorni interi.

Se questi sono i risultati per le carceri della nuova politica che sta governando l'Italia e se l'immobilismo e l'acquiescenza rispetto agli atteggiamenti anche violenti della popolazione detenuta dovessero proseguire indisturbati come sta purtroppo avvenendo non solo a Saluzzo ma anche in altri istituti penitenziari del Piemonte e sul restante territorio nazionale il danno diventerebbe reale e consistente non solo per il personale di Polizia Penitenziaria ma per l'intera collettività laddove si consideri anche che come la storia insegna ad avvantaggiarsi di tali condizioni sarebbero proprio quelle organizzazioni criminali che nel carcere trovano terreno fertile per affiliazione e consenso."


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