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Attualità | giovedì 29 novembre 2018, 07:45

“Ferri corti” tra Unione del Monviso e Comune di Oncino: “Basta gettare fango su chi lavora con coscienza e serietà”

La candidatura di Ostana e Crissolo al “Bando borgate” fa precipitare i rapporti tra i due Enti. A firma del sindaco “f.f.” oncinese partono missive al calor bianco contro Amministratori, funzionari e alcuni giornalisti. La permanenza di Oncino all’interno dell’Unione potrebbe davvero aver i giorni contati

In alto a sinistra Alfredo Fantone, in basso a destra Mario Anselmo

In alto a sinistra Alfredo Fantone, in basso a destra Mario Anselmo

È scontro al vetriolo tra il Comune di Oncino e l’Unione montana del Monviso.

Che i rapporti tra i due Enti siano tesissimi lo si deduce da quanto dichiarato, nel Consiglio di ieri sera (mercoledì) dal presidente dell’Unione Mario Anselmo.

A far precipitare, drasticamente, i rapporti ci ha pensato il bando regionale per la riqualificazione delle borgate. Due i posti assegnati all’Unione del Monviso andati, secondo una graduatoria stabilita da criteri decisamente oggettivi (come altitudine, numero di insediamenti abitativi, residenti) a Crissolo e Ostana.

Ed è così che, mentre in Val Varaita la candidatura dei Comuni è stata appoggiata e portata avanti in modo compatto dall’Unione, la Val Po, o meglio l’alta Valle Po, si spacca.

Che i rapporti tra Unione e Oncino, dopo l’elezione del sindaco Mario Bianchi (poi prematuramente scomparso lo scorso agosto), non siano mai stati idilliaci era sotto gli occhi di tutti.

Ma nessuno aveva mai indirizzato all’Ente montano lettere al calor bianco come ha fatto invece Alfredo Fantone, già vicesindaco ed attualmente sindaco facente funzione, sino alle prossime elezioni.

Fantone, infatti, avrebbe mandato più d’una missiva. Sullo sfondo rimangono, sempre, i criteri di assegnazione delle candidature al “Bando borgate”. Il sindaco “f.f.” ne ha per tutti: per alcuni colleghi della stampa locale, per i funzionari e per gli stessi Amministratori dei Comuni valligiani.

Addirittura, da quanto trapela dai corridoi di Unione e Comuni, ci sarebbero addirittura termini come “comunello”, una sorta di “diminutivo” usato da Fantone per definire uno dei Comuni dell’alta Valle, che avrebbe non poco indispettito il sindaco tirato in ballo.

Il tutto, su carta intestata del Comune di Oncino.

Parole e atteggiamenti che hanno provocato la reazione del presidente Anselmo, che nel corso dell’ultimo Consiglio di ieri sera ha riservato un’ampia parentesi al “caso Oncino”.

Come presidente – ha detto – ho invitato personalmente e più volte il sindaco a esporre le sue perplessità sull’Unione e sul funzionamento dei servizi. Quest’ultimo, però, continua a ripetere che ha altri impegni già assunti e non può mai partecipare.

Faremo dunque un passaggio tra i sindaci e consiglieri dell’Unione, per capire meglio la situazione e per individuare quali azioni intraprendere, anche in difesa dell’onore di chi lavora e dei funzionari che operano con coscienza e serietà.

Gettare fango solo perché qualcosa è andato storto non può essere tollerabile.

Se ci sono motivazioni, Oncino le faccia valere, le dimostri, dopo di che si tireranno le conclusioni. Ripeto: gettare solo fango non serve a nulla. Se torniamo sul discorso del bando borgate, nessuno di noi ha avuto motivo di pensare a prevaricazioni.

Nessuno ha sollevato contestazioni, se nominiamo tre responsabili dei servizi col compito di decidere è perché abbiamo fiducia in loro. Se ci viene dimostrato che sussistono elementi che ne minano la fiducia, ne prenderemo atto, ma attualmente non ci sono motivazioni”.

Anselmo, poi, è andato oltre, asserendo come il patatrac con Oncino potrebbe aver ricadute ben più gravi e complesse.

È una situazione di pericolosità per l’intera Unione – le sue parole – dal momento che si sta bloccando anche l’iter della 751 (l’operazione 7.5.1 del PSR 2014-2020 che prevede investimenti finalizzati al miglioramento delle strutture legate ad attività come escursionismo e alpinismo: ndr).

Il bando prevede che ci sia un gestore in capo ai rifugi: per la parte di Oncino manca, se manca non si può rendicontare e se non si rendiconta non si ricevono i soldi”.

Fantone non entra mai nel merito. – ha invece detto Giacomo Lombardo, vicepresidente dell’Unione – Partecipo sovente a dei bandi, alcuni li vinco altri no, ma se non li vinco cerco di capire il perché.

Se i funzionari hanno certificato che Oncino è a 1300 metri anziché a 2mila hanno sbagliato, altrimenti solo far polvere non va bene. Se ci sono irregolarità, Fantone vada alla Procura della Repubblica e denunci. Io sono abituato così. Questo modo di fare danneggia solo tutti, propongo di scrivere una lettera ufficiale sulla 751, che tutti siano al corrente”.

Corriamo grossi rischi. – ha rimarcato Anselmo rifacendosi alla “751” - La nostra Unione montana è capofila di altre cinque Unioni, e tutto ciò potrebbe bloccare l’iter. Se questa è la situazione dobbiamo trovare soluzioni per procedere sui nostri, per superare una situazione kafkiana, che ha del ridicolo”.

Il che si traduce, senza nemmeno troppi fronzoli, in un possibile “cartellino rosso” per il Comune di Oncino, la cui permanenza all’interno dell’Unione del Monviso potrebbe proprio avere i… giorni contati.

Nicolò Bertola

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