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Politica | giovedì 29 novembre 2018, 20:34

Mino Taricco: “Il congresso regionale è solo una prima tappa per rilanciare il Pd”

Il senatore cuneese annuncia che sosterrà Mauro Marino alla segreteria perché è il candidato che, a suo giudizio, meglio rappresenta l’idea di partito riformista

Mino Taricco: “Il congresso regionale è solo una prima tappa per rilanciare il Pd”

Mancano un paio di settimane alle primarie in vista del congresso piemontese del Partito Democratico, un appuntamento che cade in un momento di profonda crisi del maggior partito di opposizione, che, a fatica, sta cercando di riorganizzarsi.

Ne abbiamo parlato con il senatore cuneese Mino Taricco.

 

Taricco, che cosa ne pensa di questo primo appuntamento congressuale, che precede quello nazionale in calendario per l’anno prossimo?


“Probabilmente non è il momento migliore per aprire il confronto interno ad un partito, a pochi mesi dalle elezioni regionali ed europee. Ma è anche vero che un partito “democratico”, e credo che purtroppo oltre noi, nell’attuale quadro politico, con tale qualità siano rimasti in pochi, se non riesce a trovare sintesi su figure condivise per la individuazione della sua classe dirigente, deve ricorre a procedure appunto democratiche”.


Chi appoggerà dei tre candidati in corsa per la segreteria regionale?


“Sosterrò convintamente Mauro Marino, in primo luogo perché è la persona su cui si era provato a costruire una soluzione unitaria, e poi perché rappresenta quell’ idea di partito riformista che io continuo a pensare il Pd debba essere e diventare”. 


Che cosa serve, a suo giudizio, per rilanciare idee e progetti di una forza politica che oggi sembra non riuscire ad uscire dalle secche in cui si è arenata?


“E’ chiaro che questo è il primo passo, insieme al rinnovo della segreteria nazionale, ma il rilancio del Pd chiederà un impegno ben più profondo, a partire da una rinnovata capacità di ascolto, dal ripensare a come rendere evidente il nostro impegno a fianco delle persone e dei loro problemi, e tante altre cose che, chiuso il passaggio congressuale, dovremo fare. Soprattutto, credo sia necessario, una volta eletti i vertici del partito, recuperare una coesione interna e una unità intorno a chi ne avrà la responsabilità. Cosa che purtroppo, negli ultimi anni, è mancata, con gravissimo danno”.


GpT

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