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Politica | venerdì 30 novembre 2018, 16:00

Fabio Panero: “Alla sinistra dico: se non ora quando?”

Il segretario regionale di Rifondazione Comunista auspica una lista unitaria alle europee e alle regionali. “Dal Pd e da Chiamparino – dice - non mi aspetto nulla. Noi lavoriamo per una vera alternativa”

Fabio Panero

Fabio Panero

Fabio Panero, cuneese, è al suo secondo mandato di segretario regionale di Rifondazione Comunista, una forza politica che a Cuneo ha concorso alla nascita della Costituente dei Beni Comuni, una lista che alle comunali dello scorso anno ha raccolto nel capoluogo di provincia oltre il 10% dei consensi.  Gli abbiamo rivolto alcune domande per capire, in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, cosa si muove nella variegata galassia a sinistra del Pd.  

Parafrasando Groucho Marx, si potrebbe osservare che se LeU è morto e il Pd è agonizzante, anche la sinistra sta poco bene. Sbaglio?  

“Non è che manchino coloro che si riconoscono negli ideali e nei valori della sinistra. Ciò che manca oggi è un riferimento nazionale, che non può certo essere rappresentato dal Pd”.  

Perché considera impossibile un’intesa col Pd?  

“Dal Pd non mi aspetto nulla, perché è il principale responsabile dello sfascio politico della sinistra. Sono le politiche adottate dal centrosinistra ad aver favorito la situazione attuale. Se la gente sul tema dell’immigrazione, per fare un esempio, deve scegliere tra Minniti e Salvini, sceglie Salvini perché è l’originale”.  

Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, pare voglia proporsi come federatore della sinistra. Che ne dice?  

“Guardiamo con vivo interesse all’assemblea di Roma di sabato 1° dicembre, convocata da De Magistris, perché sarà un importante momento di verifica per capire se è possibile arrivare a liste unitarie, sotto un unico simbolo, alle europee e alle regionali. Mi chiedo e domando: se non ora quando?”  

In ambito piemontese come valutate la ricandidatura di Sergio Chiamparino?  

“Per Chiamparino vale lo stesso, identico discorso del Pd: avendo concorso a determinare questo stato di cose, non può essere lui la soluzione del problema”.  

Chi pensate di candidare a presidente della Regione?  

“Vediamo quel che succede sabato a Roma. Io sono dell’avviso che prima debba venire il progetto politico, poi l’uomo o la donna che meglio lo potranno esprimere”. 

Con i 5 Stelle è possibile un confronto?  

“Per ora Salvini comanda e loro subiscono. Mi pare che i 5 Stelle, pur di stare al potere, accettino il ruolo di “servi sciocchi”.  

In Piemonte stanno emergendo fenomeni nuovi, spontanei, come quello della manifestazione “Si Tav” delle cosiddette “madamin”. Che ne pensa?  

“Fenomeno spontaneo? Altro che “madamin”! La regìa dell’operazione è chiaramente riconducibile ad un blocco moderato e conservatore che ha in Confindustria il soggetto principale”.  

Che cosa dovrebbe proporre, a suo avviso, la sinistra per far fronte alle difficoltà economiche del Paese?  

“I temi del lavoro e del welfare sono stati affrontati in modo pessimo dal Pd e dal centrosinistra e oggi non vengono nemmeno considerati da questo governo. Nella situazione attuale non può esserci altra risposta che una patrimoniale per riequilibrare i profondi squilibri sociali che hanno fatto sì che i ricchi siano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri”.  

Per tornare alla realtà della provincia, che cosa proponete in vista dei prossimi appuntamenti elettorali?  

“Lo schema è quello adottato a Cuneo. Laddove siamo in grado, diamo vita ad una nostra lista”.  

Nel Cuneese si vota ad Alba, Bra, Fossano e Saluzzo. In quale di questi centri pensate di essere meglio attrezzati per partecipare alla competizione amministrativa?  

“A Saluzzo ed Alba, rispetto ad altre situazioni, abbiamo oggi migliori opportunità di poter dire la nostra”.                    

Giampaolo Testa

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