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In&Out | domenica 02 dicembre 2018, 07:50

Da Alba a Boston "in una Clio piena di vestiti e libri di chimica": la storia di Eugenio Daviso

"Torno meno di quanto vorrei ad Alba, ma se non fossi partito probabilmente non avrei realizzato me stesso; ora, con la mia famiglia, mi sento totalmente a casa"

Da Alba a Boston "in una Clio piena di vestiti e libri di chimica": la storia di Eugenio Daviso

- La strada che ti ha portato a Boston è stata lunga e ha toccato tanti luoghi diversi del mondo. Perché partire?

Ho lasciato l'Italia a inizio gennaio 2004 con una Clio piena di vestiti e libri di chimica in direzione Leiden, Olanda. L'idea e la voglia di fare un'esperienza all'estero l'ho maturata nei primi anni di università dato che già allora avevo la sensazione che in Italia sarebbe stato difficile per un chimico occuparsi di chimica: se per tanti miei amici o colleghi era il giusto compromesso, per me non era accettabile rinunciare alla mia passione.

- Leiden, Mainz, Cambridge, e infine Boston. In quale di questi luoghi ti sei sentito più a casa?

Sentirsi a casa é uno stato mentale, piuttosto che un luogo fisico ed essere cittadino del mondo mi ha fatto sentire più a casa di quanto non abbia sperimentato vivendo vicino ad Alba. Adesso che son sposato con un donna stupenda e ho un bambina meravigliosa mi sento a casa più che mai, la mia famiglia mi regala questa sensazione più che le mura in cui viviamo. In 14 anni di esperienza all'estero e in 12 traslochi ho imparato che la ricchezza e la stabilità non dipendono dalle cose che possiedi ma dalle persone che ti tengono per mano durante il viaggio.

- L'America, "al di qua" dell'oceano, è spesso vista come un miraggio irraggiungibile anche nel mondo di oggi. Ci racconti un po' cosa vuol dire viverla?

Nei miei viaggi ho imparato che tutto il mondo é paese e le persone sono simili ovunque. L'impulso di lasciare l'Italia all'inizio mi aveva portato a credere di trovare un luogo mitico, una El Dorado da vivere; alla fine invece son riuscito a trovare me stesso focalizzandomi su quanto é importante per me: famiglia, scienza e business.

I problemi ci sono in Italia come in Olanda, Germania e negli USA, l' importante è trovare il posto dove é più facile vivere. Ad esempio negli USA ho avuto il privilegio di lavorare diversi anni al MIT e imparare la chimica e la fisica più avanzate al mondo ma ci sono tanti problemi come le armi da fuoco che tutti possono comprare, il razzismo, una classe politica dominate che non crede nella scienza...

- Credi che se non fossi partito avresti raggiunto i traguardi professionali di cui ti puoi vantare?

Non credo. Come già accennato scienza e business sono la mia passione: vivere ad Alba non credo che mi avrebbe permesso di usare il mio talento e di conoscere così tante persone illuminate, che mi hanno aiutato e spinto a crescere professionalmente.

- Ogni quanto torni ad Alba? Cosa ti manca di più?

Purtroppo in Italia torno meno di quanto vorrei: tra la famiglia e il lavoro é diventato difficile programmare vacanze albesi. Mio fratello, i miei genitori e i miei amici sono ciò che mi manca di più di tutto, sono loro che hanno creduto in me e mi hanno dato il coraggio di affrontare le mille avventure di questi ultimi anni.

simone giraudi

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