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Attualità | lunedì 03 dicembre 2018, 13:00

At-Cn, dal Ministero ancora nessun segnale. Marello: "Valutiamo il sit-in permanente"

A due settimane dalla protesta in Prefettura dal dicastero del pentastellato Toninelli è ancora il silenzio più totale. Marello: "Mercoledì nuova riunione del Tavolo delle Autonomie, valuteremo il da farsi"

Fasce tricolori schierate lo scorso 16 novembre di fronte alla Prefettura

Fasce tricolori schierate lo scorso 16 novembre di fronte alla Prefettura

Se la protesta inscenata lo scorso 16 novembre di fronte alla Prefettura doveva servire a smuovere le fermissime acque dell’autostrada Asti-Cuneo e del suo annoso completamento, è difficile dire che l'obiettivo sia stato centrato. Trascorse due settimane dal sit-in, nulla sembra infatti essere giunto da Roma se non i reiterati silenzi del Ministero delle Infrastrutture e del suo titolare, il pentastellato Danilo Toninelli.

Il punto della situazione è stato fatto nei giorni scorsi dal sindaco albese Maurizio Marello che, interrogato in proposito dall’esponente Pd Claudio Tibaldi, ha ricordato in Consiglio comunale la buona partecipazione fatta registrare dal sit-in, ringraziando "gli 80-90 sindaci che vi hanno preso parte, e in modo particolare i tanti arrivati da territori non direttamente interessati dal completamento dell’autostrada, insieme a rappresentanti delle categorie e ai parlamentari del territorio, anche se solo quelli di minoranza".

"La manifestazione era finalizzata a ribadire con forza al governo la necessità che l’autostrada venga ultimata, cosa che abbiamo sottolineato anche con un documento consegnato al prefetto affinché lo trasmettesse al presidente del Consiglio e al ministro delle Infrastrutture", ha proseguito Marello, che ha poi puntualizzato: "Non possiamo imputare a questo Governo responsabilità che risalgono a legislature intere, ma finalmente, dopo tanti anni, grazie all’accordo sul cross financing cui in tanti abbiamo lavorato sotto il passato esecutivo, eravamo di fronte a una possibilità concreta di ripartire coi cantieri. Con l’incontro dello scorso 26 settembre il ministro ci aveva illustrato la propria intenzione di voler sottoporre tale intesa a un’analisi costi-benefici, nel dubbio che il sistema di proroghe concedesse eccessivi benefici alla concessionaria. Da parte nostra abbiamo acconsentito, ovviamente, ma ad oggi non ci risulta che ci siano stati aperti confronti o valutazioni di sorta. Piuttosto abbiamo assistito a una condotta del ministro e del M5S in generale che si collega a un atteggiamento sulle grandi opere quantomeno attendista".

Un immobilismo, quello del ministro, continuato imperterrito anche nelle due settimane seguite alla protesta, ha confermato ancora Marello: "Ad oggi da Roma non abbiamo ricevuto alcuna risposta, né segnale di sorta, così come non le ha ricevute il governatore piemontese Chiamparino. Mercoledì abbiamo programmato una nuova riunione del Tavolo Autonomie. In quella sede valuteremo altre iniziative, non escludendo a questo punto di di tornare al presidio permanente messo in campo 25 anni fa".

Ezio Massucco

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